Euro 2032, la tattica della Figc per l’assegnazione: ecco il dossier

Il ministro dello sport Andrea Abodi va oltre e fa capire che la parte più importante del documento sono gli stadi. La Turchia la nostra rivale

Habemus candidatura. La Figc ha depositato all’Uefa la documentazione necessaria e finale per ospitare gli Europei di calcio 2032 in Italia. Ci sono voluti mesi di di trattative, riunioni e lavoro coordinato tra la stessa Federazione, il governo precedente e quello nuovo, soprattutto quello attuale con il Ministro Andrea Abodi che ha voluto supervisionare ogni cosa, ma anche il parlamento, i Comuni delle città che dovranno ospitare le gare e tanta altri.

La decisione
Gabriele Gravina presidente FIGC (Ansa Notizie.com)

Ora non resta che aspettare il lavoro che accadrà nei  prossimi mesi quando il massimo organismo calcistico europeo visionerà i documenti e tutti file che sono stati inseriti a a supporto della candidatura. La decisione ci sarà durante il comitato esecutivo in programma il prossimo 10 ottobre, dove l‘Uefa renderà nota la sede degli Europei sia del 2028 sia del 2032. Il concorrente dell’Italia sarà la Turchia.

Saranno 10 le città che ospiteranno le gare, esclusa Palermo

Il ministro
Il ministro dello sport Andrea Abodi (Notizie.com)

Se l’Italia dovesse vincere le città che ospiteranno la fase finale degli Europei sono Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Cagliari. Esclusa invece Palermo, che pure è stata e continuerà a essere coinvolta nel processo di elaborazione della candidatura e pare che la sua esclusione sia per evitare l’inquinamento ambientale. Una decisione che in Sicilia non è che sia stata presa molto bene.

Il dossier dell’Italia per l’organizzazione di Uefa Euro 2032 è ispirato a un Nuovo Rinascimento – sottolinea il presidente della Figc, Gabriele Gravina -. È stato realizzato attraverso continue connessioni con i territori, da un lato esaltandone le bellezze storiche e artistiche, dall’altro rispettandone l’impatto e la sostenibilità. Il dossier è il frutto di un lavoro intenso, in cui il calcio si è fatto ancora una volta strumento di unità e di aggregazione trasversale, concretizzatasi nell’adozione di diversi provvedimenti, governativi, parlamentari e comunali, che nobilitano la nostra candidatura. Abbiamo immaginato l‘Italia e il calcio europeo fra dieci anni, nella consapevolezza che il lascito positivo di un evento del genere moltiplichi straordinarie opportunità per l’intera nazione. Ringrazio tutti gli stakeholder coinvolti, che hanno sposato il progetto con grande entusiasmo e spirito collaborativo”.

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