Strage di Cutro, a Notizie.com parla l’avvocato del presunto scafista: “Khalid non ha svolto il ruolo del facilitatore”

La procura di Crotone procederà con l’incidente probatorio per acquisire nuove prove in fase di indagini preliminari, nell’inchiesta sul naufragio di Cutro. 4 I presunti trafficanti di uomini finiti sotto accusa. “Il mio assistito è innocente”, dichiara in esclusiva a Notizie.com l’avvocato Salvatore Perri, legale di Arslan Khalid, 25enne pachistano.

Un’intervista che si chiude con una domanda a chi sta cercando risposte: “Chiunque si fosse trovato su quella maledetta imbarcazione, non avrebbe fatto di tutto per fare in modo che quel viaggio della speranza andasse a buon fine? Ecco, la lascio a questa riflessione.” 

Strage di Cutro, parla a Notizie.com l'avvocato del presunto scafista
Superstiti alla strage di Cutro, foto Ansa

L’avvocato Salvatore Perri, che difende due dei presunti scafisti arrestati dopo la strage di Cutro, finisce in questo modo la nostra chiacchierata al telefono. Una frase la sua, tesa a fa capire, se possibile, la posizione del suo assistito, Arslan Khalid, 25enne pachistano, per il quale lo abbiamo cercato con lo scopo di consoscere le posizioni in campo, fare delle domande, realizzare un’intervista. Ma prima di andare a riportare quanto il legale di Kahlid ci ha riferito, passo indietro sullo stato delle indagini.

La Procura di Crotone procederà  con l’incidente probatorio per acquisire come prova in fase di indagini preliminari le testimonianze dei migranti sopravvissuti al naufragio del barcone “Summer love”, avvenuto lo scorso 26 febbraio al largo di Steccato di Cutro, che ha causato la morte di almeno 70 persone più decine di dispersi. Il pm a capo delle attività investigative, chiederà al gip del Tribunale di Crotone, di fissare l’udienza durante la quale verranno ascoltati i superstiti, che dovranno confermare il racconto già reso agli inquirenti subito dopo la tragedia. Si punta dunque a cristallizzare sia l’attività degli scafisti, sia le fasi della navigazione fino allo schianto sulla secca del cutrese. Sono quattro i presunti trafficanti di uomini finiti sotto accusa. Fuat Sami, turco di 50 anni, Arslan Khalid, 25enne pachistano e il  17enne originario del Pakistan. Per loro sono stati convalidati i fermi. Invece, per il quarto ipotetico scafista, Ufuk Gun, turco di 27 anni, non si hanno più notizie da una settimana. I reati contestati vanno dall’omicidio, o meglio morte come conseguenza di altro reato, naufragio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Strage di Cutro, a Notizie.com parla l’avvocato di uno dei presunti scafisti

Avvocato Salvatore Perri, legale di uno dei presunti scafisti strage di Cutro
Avvocato Salvatore Perri, legale di uno dei presunti scafisti della strage di Cutro. Foto Notizie.com

Avvocato Perri, qual è la posizione del suo assistito Arslan Khalid?

“Le accuse sono quelle di morte come conseguenza di altro reato, naufragio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono ovviamente accuse pesanti, ma la procura identifica il mio assistito non come uno degli “scafisti capitani”, attribuisce a lui un ruolo di mezzo. Avrebbe secondo l’accusa veicolato informazioni, avrebbe “obbedito” a degli ordini. In sostanza la procura ritiene sia stato un facilitatore degli stessi scafisti. Ora è in carcere a Crotone”

Come si difende dalle accuse Arslan Khalid?

“Respinge le accuse. Il mio assistito ha raccontato di aver aiutato gli altri naufraghi sul barcone soltanto perchè parlava un pochino il turco e poteva essere di aiuto nella comprensione della lingua. Khalid infatti è partito insieme agli altri senza cellulare, senza documenti e senza un giubbotto di salvataggio, non aveva strumenti durante il viaggio che potessero aiutarlo. Lui ha pagato il viaggio come gli altri, lo ha pagato 7mila euro. Non voleva guadagnare da questo viaggio, ma solo ricongiungersi col fratello in Italia che nel nostro Paese vive da due anni e che ha trovato un lavoro”.

Cosa le ha raccontato del viaggio? 

“Come le ho  detto poco prima il mio assistito è partito con gli altri da Istanbul, dove i trafficanti avevano dato appuntamento per il ritrovo. Poi da Istanbul a Smirne con una prima imbarcazione è cominciato il viaggio. Dopo alcune ore di navigazione, la barca ha subito un’avaria a sarebbe stato chiamato “qualcuno” per far arrivare un altro mezzo,  che batteva bandiera greca. E su questo punto vorrei aprire una riflessione…”

Quale? 

“Se si fanno 4/5 ore di navigazione da Smirne, poi arriva un’imbarcazione dalla Grecia, che fa comunque parte dell’Europa, perchè quell’imbarcazione muove  di nuovo alla volta dell’Italia? Chi parte per questi viaggi vuole arrivare in Europa, non necessariamente nel nostro Paese. Sarebbe facile fare due più due. Io farei una indagine ulteriore in merito. Se l’imbarcazione si fosse fermata, sulle coste greche, magari altre ore di navigazione ad alto rischio sarebbero state evitate…”

Avvocato Perri a Notizie.com: “Il mio assistito non ha svolto il ruolo di facilitatore”

Strage di Cutro
Strage di Cutro, immagini dall’alto Foto Ansa

Delle condizioni di viaggio il suo assistito cosa le ha raccontato?

“Delle condizioni di viaggio Khalid ha parlato con la procura, ha comunque confermato che chi era su quella barca poteva poche volte salire in superficie per respirare un po’ di aria. A bordo veniva data acqua da bere. Comunque ci tengo a sottolineare che il mio assistito, quando gli sono state somministrate le fotografie degli scafisti,  ha saputo identificarli. Li ha riconosciuti e indicati. Khalid ha risposto alle domande e Capo Rizzuto e in fase di convalida del fermo. Sia al gip dunque che al pm. Ha risposto dicendo la sua verità: lui voleva solo aiutare, perchè conosceva il turco. Non sapeva che avrebbe compromesso la sua posizione, non ha svolto il ruolo del facilitatore. Sono assolutamente convinto della bontà delle affermazioni del mio assitito. Credo ci sia una voglia eccessiva di punire, prima ancora di capire”

Quali sono i prossimi step avvocato?

“L’incidente probatorio voluto dalla procura,; da parte nostra, del collegio difensivo c’è la volontà di trovare prove a riscontro di quanto sostengono i mei assistiti, perchè io difendo anche un altro indagato, il ragazzo minorenne. Perchè i capi di imputazione sono davvero pesanti…”

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