Paolo Borgognone, tre volumi dedicati a volti illustri: Freddie Mercury, Elvis Presley e Martin Luther King

I racconti di tre personaggi famosi differenti ma uniti da ciò che hanno saputo lasciare ai posteri

Presentare la vita di personaggi noti, magari filtrandola attraverso una luce differente, con attenzione tanto ai particolari quanto al quadro generale: è il lavoro di chi scrive una biografia, non semplicemente ripetendo fatti conosciuti, ma cercando di interpretarne il senso, la radice, lo scopo. In questo ricco filone si inseriscono i lavori di Paolo Borgognone che – per Diarkos editore – ha pubblicato tre volumi dedicati ciascuno a un volto famoso: Freddie Mercury, Elvis Presley e Martin Luther King. Tre personaggi differenti tra loro per provenienza, cultura, storia, accomunati dall’impronta che hanno saputo lasciare sui contemporanei e sui posteri, visto che tutti sono prematuramente scomparsi in età relativamente giovane, ma che vengono comunque ricordati ancora a distanza di decenni dal loro addio.

Paolo Borgognone

Freddie Mercury : The Snow Must Go On – Avvicinarsi a Freddie Mercury – per l’autore – è stato come chiudere un cerchio dopo una vita da appassionato di musica, in particolare proprio quella dei Queen. Non manca, infatti, nel corso del racconto, qualche piccola pennellata autobiografica, inevitabile tributo a un personaggio che – partendo da una lontana isola al largo dell’Africa, Zanzibar – ha saputo entrare nel cuore di milioni di persone. Questo grazie al suo innato talento, a qualità non comuni come una voce possente e modulata e una grande voglia di sfondare. Il libro ripercorre lo svolgimento della vita del cantante partendo proprio dalla lontana area geografica di provenienza, segue il giovane Farookh Bulsara (questo il suo vero nome) nel corso dello sviluppo della sua personalità in India e poi, dal 1964, in Gran Bretagna. I primi passi nel mondo della musica, l’incontro che si rivelerà straordinario con gli altri componenti della band – il chitarrista Brian May, il batterista Roger Taylor e il bassista John Deacon – il successo che diventa planetario. In tutto questo ci accompagna – con occhio discreto ma informato – il testo di Borgognone che tratta con particolare attenzione l’argomento, per tanti così spinoso perfino oggi, della malattia che lo colpì a partire dal 1987, e che lo portò alla prematura scomparsa nel 1991, l’Aids. Un libro da consigliare a chi voglia saperne qualcosa di più di questo personaggio così influente anche al di là della sfera strettamente musicale.

Io Elvis – Ancora più ricca di sfaccettature e curiosità è la vicenda raccontata da Borgognone nel suo secondo libro, sempre per Diarkos editore e dedicato alla figura del “Re” del rock and roll, Elvis Presley. Siamo in un mondo così differente da quello di Mercury – Elvis era nato a Tupelo, Mississippi nel 1935 – eppure anche qui incontriamo un ragazzo che, al di là della timidezza personale, sa tirare fuori un grinta inattesa davanti al microfono e che, con la sua voce straordinaria e le movenze uniche, ha realmente contribuito a cambiare il mondo. L’America – chiusa, bigotta, conservatrice – della metà degli anni ’50 venne letteralmente travolta dal ciclone Presley, coraggioso, scanzonato, irriverente, tanto da provare a trascinarlo in tribunale per i suoi show considerati “indecenti” e di normalizzarlo così in tv come al cinema. Eppure – ci dice Borgognone nel raccontare la sua storia – il seme della rivoluzione era stato piantato e sarebbe sbocciato fin dal primo disco, registrato negli studi di Memphis dello scopritore del cantante, Sam Philips. La carriera di Presley conobbe molti alti e bassi – tra successi planetari e cadute anche rovinose – sotto la guida ferrea di un personaggio che impariamo presto a conoscere, l’enigmatico Colonnello Parker. Un genio per alcuni, un mostro per altri, che avrebbe spremuto il suo “campione” fino all’inverosimile, senza neanche rendersi conto, verosimilmente, di spingerlo, col suo comportamento, verso una tragica e prematura fine. Il tutto ci viene raccontato in questo libro con dovizia di particolari – nomi, date, eventi – ma anche con il profondo rispetto che l’autore ha nei confronti di un personaggio così grande e influente come il “Re”.

Paolo Borgognone

Martin Luther King Jr – I Have a Dream – Il terzo e – per ora – ultimo lavoro di Borgognone cambia decisamente genere e ci presenta la vita e le opere di uno dei più grandi uomini di pensiero e di azione del ‘900, il Reverendo Martin Luther King Jr. Un giovanissimo pastore di una chiesa battista di Montgomery, Alabama, costretto a crescere – come tutti gli afro americani nel sud degli Stati Uniti – sopportando l’inaccettabile angheria della segregazione razziale e che si è messo alla testa di un movimento “nato dal basso”, capace, passo dopo passo, di portare a un effettivo cambiamento nella società. Il volume ci accompagna nel corso delle varie campagne che il Reverendo condusse nel corso dei suoi anni di militanza, dallo sciopero contro il razzismo sui bus di Montgomery che ebbe in Rosa Parks il proprio personaggio simbolo, fino alle lotte per i diritti civili, compreso quello fondamentale per il voto. Un processo che passò anche per duri scontri con le miopi e violente autorità come successe a Birmingham a Selma (entrambe in Alabama ), ma poi a macchia d’olio in tutta l’America. Borgognone ci accompagna attraverso i gesti ma anche le parole, sempre incisive e chiare, pronunciate dal Reverendo nei suoi celebri discorsi, in particolare quello che chiuse la marcia di Washington per il lavoro e la libertà del 1963, solo poche settimane prima che l’America e il mondo assistessero attoniti all’omicidio in diretta del presidente Kennedy a Dallas. Nonostante le minacce, gli arresti, Martin Luther King Junior continuò la propria battaglia, spostando lo sguardo su temi più generali ma altrettanto essenziali, come la lotta alla guerra e alla povertà. Un impegno che lo portò – nell’aprile del 1968 – a Memphis, Tennessee – curiosamente la città nella quale viveva proprio Elvis Presley – per sostenere lo sciopero dei netturbini. Qui – il 4 aprile di quell’anno – King venne fermato per sempre da una pallottola. Ma il suo pensiero, l’esempio che ci ha lasciato, la sua voglia di combattere le ingiustizie e i pregiudizi, sono rimasti con noi. E questo libro, grazie anche a una prosa accattivante e ricca, ci aiuta a riscoprirne il senso più profondo e – purtroppo – drammaticamente attuale. Articolo a cura di Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista.

 

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