Doping, l’ex portiere di A fa tremare: “Valanghe di pasticche! Negli anni di Vialli…”

Tra le squadre toccate Fiorentina, Parma e Perugia, calciatore e poi medico specializzato: “Le società spingevano per dopare i giocatori”

La morte di Gianluca Vialli a soli 58 anni ha scosso tutti e scoperchiato un preoccupante vaso di Pandora. Una dichiarazione dopo l’altra, nelle ultime settimane ci sono state diverse testimonianze sulle presunte sostanze dopanti che venivano date ai calciatori in Italia negli anni 90. Da Dino Baggio a Florin Raducioiu, passando per Alberto Di Chiara e Massimo Brambati. A questi si è aggiunto Lamberto Boranga, ora 80enne, ex portiere di Fiorentina, Parma e Perugia (tra le tante), intervistato da Open.

Lamberto Boranga Gianluca Vialli
Lamberto Boranga ha parlato del doping nel mondo del calcio: “Anche negli anni di Vialli…” (Ansa Foto) – Notizie.com

Il campo e lo studio, è stato calciatore e anche medico specializzato in medicina dello sport, cardiologia e medicina interna. “Ai nostri tempi – ha detto riferendosi agli anni 60 – si prendevano in continuazione pasticchine e pasticcone“. Prima degli anabolizzanti, era il Micoren la sostanza che veniva data ai giocatori. Aumentava le capacità respiratorie: “Si tratta di un analettico respiratorio – la sua spiegazione – in grado di aumentare l’atto respiratorio, aumentando così la resistenza. Il vero problema, però, è quanto si sceglieva di acquisirne. Alcuni prendevano anche 10 pasticche tutte insieme. C’erano anche le gocce di Micoren, se ne mettevano 10 sulla zolletta di zucchero, ho visto anche prenderne oltre 20 e 30. Quando ero a Brescia ho visto compagni che ne prendevano una valanga“. Una denuncia sull’utilizzo smodato e sui possibili effetti nocivi per il sangue e il pancreas.

Boranga sul doping: “Diamo qualcosina ai ragazzi, li vedo un po’ giù…”

Una situazione peggiorata con l’arrivo di nuove sostanze dopanti, all’epoca non inserite tra quelle vietate dall’antidoping: “Lo stesso meccanismo riguardava la creatina, ha continuato Boranga. “Con 3 grammi al giorno si migliora l’attività muscolare, 20 grammi cominciano a fare lo stesso effetto di un anabolizzante. Negli anni ’80, più o meno negli anni stessi di Vialli, arrivarono i corticosteroidi. Venivano molto usati, parliamo di un gruppo di ormoni steroidei sintetizzati nella corteccia del surrene. Sono diventati doping soltanto tempo dopo”. Nel dettaglio: “Sono farmaci che attivano anche la parte del fegato e del pancreas. Il cortisone è un antinfiammatorio potente, si somministra in maniera intra-articolare senza grossi effetti nocivi. Ma se si somministra intra-muscolo, cosa che succedeva spesso, entra in circolo in maniera molto più pervasiva”.

Lamberto Boranga
Lamberto Boranga ha parlato a Open: “Spesso erano le società che spingevano per il doping” (Ansa Foto) – Notizie.com

La responsabilità, secondo quanto raccontato da Boranga, sarebbe stata dei preparatori atletici e delle società. “Il medico era incapace di tenere sotto controllo la situazione. Gli stessi calciatori, una volta percepiti gli effetti positivi, sceglievano di prendere dosaggi del tutto arbitrari e non certo al ribasso. In molti casi erano invece i preparatori atletici il vero problema. Si ergevano a medici, si aggiravano nelle squadre come santoni. Spesso erano le società le prime a spingere per dare ‘qualcosina’ agli atleti. ‘Li vedo un po’ spenti, diamo qualcosa ai ragazzi…’, era una delle frasi più tipiche”. Altro che ombre sullo sport, qui è buio pesto.