Marco Tardelli e il doping: “Anche io ho preso il Micoren”

Secondo il popolare ex calciatore, un tempo si prendevano farmaci con maggiore facilità rispetto ad oggi, ma non crede ci sia un legame tra medicine e morti

Dopo la morte, a distanza di pochi giorni, di due icone del calcio degli anni 80 e 90 come Vialli e Mihajlovic, che hanno lasciato interdetti appassionati e addetti ai lavori, il mondo dello sport teme che l’abuso di integratori e farmaci assunti in quegli anni per tenere sempre alte le prestazioni in campo abbiano delle responsabilità precise nello sviluppo di patologie letali. 

Marco Tardelli indimenticato campione della Juventus e della Nazionale – Notizie.com – A>nss foto

Molti calciatori, in attività in quegli anni, cominciano a porsi delle domande precise, anche se non è assolutamente facile provare che la responsabilità di questa recrudescenza di casi sia dovuta a quello che veniva somministrato più o meno inconsapevolmente agli atleti dell’epoca.

Si comincia a pensare a una correlazione

Le tragedie, a distanza di poche settimane, di due campioni assoluti degli anni novanta come Gianluca Vialli e Sinisa Mihajlovic, sembrano aver squarciato quel velo di indifferenza che ha sempre impedito al mondo del calcio di capire se realmente in quegli anni ci sia stato o no un uso esagerato di farmaci per recuperare più in fretta da un infortunio o per ritrovare maggiori energie, visti i  sempre più numerosi impegni, ravvicinati, dei calciatori nelle varie manifestazioni. Dopo Dino Baggio è stata la volta di Marco Tardelli, indimenticato Campione del Mondo in Spagna nel 1982, uno dei più forti centrocampisti al mondo, pronto a raccontare come andavano realmente le cose in quegli anni. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, infatti, conferma che i farmaci si prendevano con una certa frequenza. “Lo sport professionistico di alto livello chiede all’atleta prestazioni estreme, ovvio che poi quel corpo, messo a dura prova, possa risentirne”.

L’indimenticabile urlo dopo il gol alla Germania – Notizie.com –

“Il Micoren lo prendevamo tutti”

“Bisognerebbe risalire a quello che abbiamo preso, alle sostanze che abbiamo utilizzato in quel periodo. Il doping c’è sempre stato. Bisogna capire se certi integratori con il tempo fanno bene oppure no, se le sostanze riesci a buttarle fuori o restano dentro”. Erano state queste parole di Dino Baggio, altro grande giocatore degli anni 90, a far alzare l’attenzione su quello che succedeva negli spogliatoi prima e dopo le partite, e lo stesso Tardelli è voluto tornare su queste dichiarazioni: “Non ha fatto un j’accuse. Ha soltanto chiesto di capire: datemi una mano a comprendere cosa ho assunto. E quali potrebbero essere le conseguenze. Io? Spero di essere fortunato. Non credo che ci sia un legame diretto tra le medicine prese e la morte prematura di certi sportivi. Nessuno ha mai spiegato questa relazione. Come si fa a sostenerlo? Certo che centenari nello sport non si vedono. La normalità è 80- 82-83 anni, forse perché il nostro corpo è maggiormente usurato”. L’indimenticabile urlo di esultanza dopo il secondo gol alla Germania nella finale mondiale del 1982 resterà l’icona forse più grande della storia del nostro calcio e per questo Marco Tardelli resta uno degli eroi più amati di uno sport che non c’è più, ma che ora ha cominciato a far paura. Chi di noi non ha mai preso del Micoren? Quando giocavo io non c’era l’attenzione di adesso alla farmacologia. Se il giocatore aveva un problema, il medico lo valutava. E se proponeva un farmaco, il giocatore lo assumeva senza discutere”.