Inchiesta Juve, il peggio deve arrivare: la Figc prepara il maxi-processo sulla manovra stipendi

Da verificare dalla procura Federale c’è la violazione degli articolo 93 e 94 delle Noif, a rischiare non solo società e squadra, ma anche i giocatori in prima persona

Non è finita qui. Per la Juve, quanto è avvenuto in Corte d’Appello Federale con i 15 punti di penalizzazione, è solo l’inizio dei guai. E, paradossalmente, la penalizzazione, potrebbe essere perfino il male minore. Si, perché all’orizzonte, come uno spettro nero e buio, c’è il secondo filone dell’inchiesta torinese e sportiva, quello legato alla manovra degli stipendi che, a sentire i magistrati torinesi e vedere le loro carte, è perfino peggio delle plusvalenze. Già perché in mezzo si prefigurerebbe il falso in bilancio costruito e ragionato. Insomma, c’ è un altro campionato che aspetta la Juve nelle prossime settimane e mesi. E non si gioca su un rettangolo verde. D’altronde le carte di Torino hanno alimentato diversi fascicoli. E come spesso accade, è già successo ai tempi di Calciopoli, le strade delle due giustizie, ordinaria e sportiva, continueranno a intrecciarsi e incrociarsi tra loro.

L'ex presidente
L’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli, con Paratici, Nedved (Ansa – notizie.com)

Saranno cinque gli appuntamenti da evidenziare in rosso: il ricorso al Collegio di garanzia dello Sport (entro 30 giorni), l’udienza del Gup a Torino (il 27 marzo) per l’indagine «Prisma» che dovrà decidere sul rinvio a giudizio di alcuni dirigenti, primo fra tutti l’ex presidente Andrea Agnelli; il possibile (si stanno visionando le carte della procura di Torino) processo sulle “altre” plusvalenze con le cosiddette «consorelle»  (Atalanta, Sassuolo, Udinese ed Empoli da verificare pure una situazione col Milan e la Roma ma c’è il massimo riserbo) e l’intervento dell’Uefa, che ci sarà sicuro.

Gli articoli sotto visione sono il 93 e 94 delle Noif, se violati la norma prevede la penalizzazione

L'ex dirigente
L’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli – Notizie.com Ansa foto

Ma in mezzo a tutto questo c’è il pericolo più grande: la manovra, come la chiamano i pm di Torino, legata agli stipendi che hanno costituito una violazione delle norme federali. C’è anche il fronte penale, ma quello sarà più lungo, mentre quello sportivo no. E la dimostrazione è quanto è avvenuto con la Corte d’Appello Federale. Per quanto riguarda gli stipendi dei giocatori della Juventus e il famoso accordo privato che non doveva essere divulgato (così disse la società ai giocatori ndr)  è assai più serio e grave, sia a livello penale che sportivo. Piccola sintesi: nel 2020 e nel 2021, gli anni Covid, la Juventus e un buon numero dei suoi giocatori avevano concordato una riduzione dei compensi, la cui vera natura sarebbe stata però occultata da accordi non trasparenti e fuori dai canali contrattuali consentiti (tra cui il giallo sugli accordi con Cristiano Ronaldo).

Qui, c’è una concretezza diversa perché gli stessi pm, nei loro atti ufficiali hanno citato la violazione delle Noif (le Norme Organizzative Interne Federali), precisamente gli articolo 93 e 94 per intese non depositate in Lega e in Federcalcio fra il club e i giocatori. I pm dell’indagine Prisma citano gli articoli 93 e 94 delle Noif, le Norme Organizzative Interne Federali, sottolineando sostanzialmente una violazione delle stesse, e non potrebbe essere altrimenti, visto che i due articoli parlano degli accordo tra i tesserati e i calciatori e, all’interno degli stessi, sono sostanzialmente vietati accordi privati, “con compensi e indennità che violano le norme regolamentari“. Il pool di procuratori messo al lavoro da Giuseppe Chiné, uno sulle plusvalenze e un altro sulla manovra stipendi, sta ultimando il lavoro tanto che entro fine gennaio ci potrebbero essere i deferimenti e l’apertura di un altro processo sportivo a carico della Juve e dei suoi giocatori.

Sul processo agli stipendi a rischiare non solo la squadra ma i giocatori in prima persona: ci sono anche Dybala e Sarri

L'ex juventino
Dybala ai tempi della Juve parlò ai pm torinesi sugli stipendi – Notizie.com – © Lapresse

Secondo i magistrati torinesi questi due accordi sugli stipendi e la loro procedura rappresentano un falso perché i giocatori hanno rinunciato solo a uno stipendio e non a quattro come dichiarato nel famoso comunicato emesso dalla Juventus il 24 marzo del 2020. E’ questo il punto cruciale, almeno uno due più importanti, sui verte l’istruttoria sportiva che riguarda il club bianconero. E ci sono dei rischi per chi è coinvolto, e non sono alti, anche come hanno evidenziato alcuni presidenti di serie A, tra cui il senatore Claudio Lotito, oggi ancora più determinato rispetto a prima.

La società potrà essere penalizzata di uno o più punti, ma a rischiare sono anche i giocatori, in prima persona, tra questi a parte gli juventini storici, anche il romanista Dybala e il laziale Sarri. Per loro, se giudicati colpevoli di falso, potrebbe esserci la squalifica, soprattutto per quelli che sottoscrissero i famosi accordi tramite i loro avvocato e agenti. E anche su questo, dopo la querelle sulle plusvalenze, la Procura della Federcalcio sarà dura e meno indulgente. E sicuramente, considerato quanto è successo con i 15 punti di penalizzazione meno distratta rispetto al passato anche perché dietro c’è la Procura di Torino che spinge e soffia forte, forte. Insomma, che il peggio per la Juve debba ancora arrivare è più di una semplice sensazione.