Terremoto M5S, tegole non da poco per Conte: cosa succede

Un vero e proprio terremoto all’interno del M5S: tegole non da poco per l’ex presidente del Consiglio ed attuale numero uno del partito, Giuseppe Conte

Terremoto nel M5S
Giuseppe Conte (Ansa Foto) Notizie.com

Ufficialmente non hanno iniziato a lavorare nei gruppi del Movimento 5 Stelle in Parlamento. Anche se, a quanto pare, sono in corso già le prime lamentele. Le stesse che non sono affatto passate inosservate e che stanno iniziando a provocare un vero e proprio terremoto. Tanto è vero che si stanno già iniziando a lamentare. Motivo? Chiedere un aumento. Ad annunciarlo sono gli ex dipendenti “grillini” sia della Camera che del Senato. Non solo: anche gli attuali parlamentari hanno voluto alzare la voce in merito. Nel mirino delle critiche Paola Taverna e Vito Crimi. Ovvero proprio coloro che sono stati “ripescati” dal leader del partito, Giuseppe Conte. A 70mila euro lordi all’anno: in parole povere circa 3mila euro al mese. Sì, per loro sono considerati “pochi”.

Non è finita qui visto che si parla anche di altro. Come l’ex ministra Fabiana Dadone. Un ex dipendente del gruppo, come riporta il quotidiano ‘Il Giornale‘, fa sapere che molti di loro non si accontenteranno mai di 3mila euro al mese. Non solo: che si tratta di una “umiliazione” il fatto di essere passati da parlamentari ad assistenti parlamentari. A nutrire molto malessere sono stati i pochi versamenti che sono arrivati nel mese di novembre. Pessime notizie anche per gli ex non riassunti: gli stessi, infatti, dovranno ridare al partito di Conte l’80% dell’assegno di fine mandato.

Terremoto M5S, ora i grillini chiedono l’aumento: cosa succede

Terremoto nel M5S
Giuseppe Conte (Ansa Foto) Notizie.com

La più grande preoccupazione, all’interno del partito grillino, è che gli attuali parlamentari possano essere considerati un vero e proprio “bancomat utile” per cercare di soddisfare le richieste di coloro che hanno fatto parte del M5S. E che adesso sono “costretti” a prendere uno stipendio di 3mila euro. Sì, numeri decisamente diversi a chi in questo momento si trova al Parlamento ed al governo. Per il momento si tratta di voci che stanno scatenando un terremoto all’interno del partito.

Non è finita qui visto che, a quanto pare, i deputati ed i senatori che sono riusciti ad avere un seggio alle elezioni politiche, sono molti di più rispetto a quello che i vertici avevano previsto. E che tenderanno a versare di più al partito. Non solo: il M5S si avvarrà di alcuni contributi del 2×1000 a partire da quest’anno. Ora la palla balza direttamente all’ex presidente del Consiglio: a lui l’arduo compito di come gestire il denaro che arriverà nelle casse del partito.