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Cronaca

“Spaccia cocaina in carcere”, guai per un odontotecnico

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Cristiano

Guai per un odontotecnico. A quanto pare spaccerebbe droga all’interno del carcere. Subito sono state avviate le prime indagini del caso

Carcere (Ansa Foto)

Una notizia che ha lasciato davvero tutti senza parole. Anche perché riguarda comunque un professionista che, ovviamente, si occupa di tutt’altro. Ci troviamo a Roma, precisamente nel carcere di Rebibbia, dove un odontotecnico avrebbe spacciato droga all’interno delle celle dove ci sono detenuti. Dopo l’allarme subito sono state avviate le prime indagini del caso. Basti pensare che la sua auto è stata perquisita. Gli agenti della penitenziaria hanno trovato una bustina con 23 grammi di cocaina.

A vuotare il sacco ci aveva pensato direttamente un detenuto. Nei guai A.S., 57 anni, appunto odontotecnico della Asl. Lo stesso presta servizio nell’ambulatorio allestito all’interno del carcere. A quanto pare, come “straordinario”, vendeva ai carcerati sostanze stupefacenti. Ovviamente le perquisizioni non si erano fermate solamente nella sua vettura, ma anche a casa. Sono stati sequestrati: computer, tablet, documenti e cellulari. Non solo: trovati anche dei foglietti con una serie di nominativi con accanto delle cifre. Non è da escludere che possano trattarsi di elenchi-agenda dei pagamenti della droga.

Rebibbia, odontotecnico spacciava droga in carcere

Odontotecnico spacciava droga in carcere (Ansa Foto)

I colpi di scena, però, non sono affatto finite qui. C’è anche chi mette in dubbio la sua professionalità. Ovvero che effettui questo lavoro (quello di odontotecnico) senza averne diritto. A quanto pare non avrebbe alcuna abilitazione in merito. Anche se queste sono solamente ipotesi in cerca di conferma.

La soffiata era arrivata, appunto, da un detenuto che con una lettera anonima raccontava quello che accadeva. Il 22 dicembre erano state avviate le prime perquisizioni. Dopo aver trovato cocaina nella sua auto subito è scattata la denuncia. Adesso si cercherà di indagare sui dispositivi elettronici sequestrati. Non è da escludere che da lì possano uscire altre informazioni importanti in merito.

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