La situazione in Iran continua a farsi sempre più preoccupante. Lo dimostra il fatto che i cittadini continuano a protestare. Nel frattempo giunge la notizia anche di una persona rimasta uccisa in seguito a degli scontri 
Il nuovo anno inizia come si era concluso in Iran: tra le proteste da parte dei cittadini contro le decisioni del governo. La situazione inizia a farsi sempre più preoccupante. Tanto è vero che ci sono stati alcuni scontri terminati nella peggiore maniera possibile. Un paramilitare, infatti, è stato ucciso. Il tutto è accaduto proprio durante le proteste che si sono verificate nel centro del Paese. Ad annunciarlo ci ha pensato l’agenzia di stampa ‘Irna‘. A quanto pare si tratta di un membro dei ‘Bassij‘ che è stato assassinato nella città di Semirom da un gruppo di criminali armati.
Gli stessi che si sarebbero fiondati contro di lui togliendogli la vita. A quanto si apprende sarebbe stato ucciso con dei colpi di arma da fuoco. Anche se, in merito a ciò, non arrivano conferme. Ricordiamo che le proteste dei cittadini hanno avuto inizio da quando il 16 settembre del 2022, un poliziotto, ha ucciso la giovane curda-iraniana Mahsa Amini. A soli 22 anni. La stessa era stata prima arrestata per aver violato il rigido codice di abbigliamento della Repubblica Islamica (non aveva indossato correttamente il velo).
Iran, continuano le proteste: ucciso paramilitare

In seguito a queste proteste, che si sono diffuse in buona parte del Paese, sono state arrestate migliaia di persone. Alcune di loro hanno pagato con la vita venendo condannate a morte in pubblico. Basti pensare che, fino ad adesso, due dimostranti sono stati appunto impiccati. In seguito all’ultima protesta che si è verificata pare che il tutto sia nato dinanzi al governatorato di Semirom.
Precisamente nella provincia centrale di Isfahan ed anche in altri luoghi della città. Subito si sono attivate le forze dell’ordine per cercare di garantire la sicurezza della città. In alcune parti si sono verificati alcuni scontri con tanto di arresti da parte di agenti nei confronti di alcuni manifestanti.





