Caso Juve, ecco i giocatori che hanno messo nei guai il club…nelle carte c’è anche Sarri

Il terremoto relativo al club bianconero sulla doppia manovra relativa all’accordo sugli stipendi stagione 19-20 e 20-21 può sconvolgere la classifica

Lo Tsunami sta per arrivare. Mentre la Juventus presenta la lista del nuovo Cda, gli avvocati, anche e soprattutto in questi giorni di festa, stanno lavorando alacremente per venire a capo di una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più ambigua e pericolosa. Per la società, ma anche per i giocatori e i loro agenti che hanno stipulato un accordo privato che non poteva essere sottoscritto se poi viene fatto passare per altro. Un caos nel vero senso della parola. Ma chi sono i calciatori in questione? E come è nato tutto questo?

La tempesta
Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved, Andrea Agnelli e Federico Cherubini presso allo Stadium (Ansa)

La differenza della prima manovra, questa seconda (2020-2021, ndr) è apparsa sin da subito connotata dall’esistenza di ulteriori scritture private riguardanti stipendi dei giocatori (non solo di Cristiano Ronaldo) e non depositate, contrariamente a quanto prescritto dalle norme in materia, contenenti proprio l’impegno incondizionato della Juventus al pagamento degli stipendi rinviati“. Notizie.com sta visionando l’intera documentazione relativa all’inchiesta sulla Juve e quello sopracitato è uno dei passaggi delle carte di Torino che la procura della Repubblica del capoluogo piemontese ha inviato alla procura della Federcalcio.

Ecco cosa rischiano giocatori e i loro agenti

Le carte
L’inizio delle 14 mila pagine con cui la Procura di Torino intende procedere contro la Juventus (Ansa)

I pm dell’indagine Prisma citano gli articoli 93 e 94 delle Noif, le Norme Organizzative Interne Federali, sottolineando sostanzialmente una violazione delle stesse, e non potrebbe essere altrimenti, visto che i due articoli parlano degli accordo tra i tesserati e i calciatori e, all’interno degli stessi, sono sostanzialmente vietati accordi privati, “con compensi e indennità che violano le norme regolamentari“, anche per questo dalla Federcalcio non si è potuto che agire e aprire un altro fascicolo. È probabile che il pool di procuratori messo al lavoro da Giuseppe Chiné, si stia concentrando proprio su quei contenuti, spartiacque chiave dell’inchiesta sportiva.

Secondo i magistrati torinesi questi due accordi sugli stipendi e la loro procedura rappresentano un falso perché i giocatori hanno rinunciato solo a uno stipendio e non a quattro come dichiarato nel famoso comunicato emesso dalla Juventus il 24 marzo del 2020. E’ questo il punto cruciale, almeno uno due più importanti, sui verte l’istruttoria sportiva che riguarda il club bianconero. E ci sono dei rischi per chi è coinvolto, e non sono alti, anche come hanno evidenziato alcuni presidenti di serie A, tra cui il senatore Claudio Lotito. La società potrà essere penalizzata di uno o più punti, mentre invece per i giocatori potrebbe esserci una squalifica, soprattutto per quelli che sottoscrissero i famosi accordi tramite i loro avvocato e agenti. Insomma, stavolta la Procura della Federcalcio sarà meno indulgente e, probabilmente, meno distratta rispetto al passato e all’ultima volta dove ha deciso di non decidere, soprattutto se dietro c’è la Procura di Torino che spinge e soffia forte, quasi fosse un tornado vero e proprio.

Ecco chat e interrogatori dei giocatori: non solo rischia la Juve con una penalizzazione, ma temono la squalifica anche gente come Bonucci, Dybala, a rischio anche Sarri

Il documento
Le chat whatsapp dei giocatori della Juve durante la trattativa sugli stipendi (foto notizie.com)

Dal 24 marzo al 25 maggio di quest’anno sono stati ascoltati diversi giocatori dalla Procura di Torino. Il primo ad essere sentito dai magistrati torinesi è stato proprio l’attuale calciatore della Roma e fresco campione del mondo Paulo Dybala. “Non ricordo chi ci propose questa cosa degli stipendi. In quel momento nella società c’erano Fabio Paratici e Pavel Nedved, ma non ricordo se fossero stati loro a proporcelo, forse il primo è stato Matteo Fabbris (il team manager bianconero ndr), poi abbiamo un gruppo whatsapp e l’informazione è girata lì. Era un periodo confuso, alcuni erano rimasti in Italia, altri all’estero. Ricordo che decidemmo di decidere tutti insieme se accettarla o meno questa proposta…”. Dall’argentino al centrocampista francese Adrien Rabiot: “Eravamo fermi per il Covid, non ricordo bene, ma credo che il primo che ci propose via Whatsapp la proposta della società fu Chiellini”. Anche il colombiano Cuadrado che in quei giorni di lockdown non era in Italia: “Ne parlai prima coi capitani Bonuci e Chiellini, ma anche con Buffon e quando rientrammo con Paratici”. Quello che stona, almeno secondo quanto riportato da alcuni documenti presentati da De Sciglio e De ligt tramite i loro agenti, che in una nota si specificava che questo accordo non dovesse finire nelle interviste “per questioni legislative di Borsa la comunicazione che uscirebbe è solo della rinuncia ai 4 mesi (in realtà è uno solo ndr)”. La precisazione di Dybala ai magistrati: “Quando uscì il comunicato stampa la gente pensava che avessimo rinunciato a quattro mensilità, in realtà nessuno sapeva che noi avremmo preso le restanti tre mensilità più avanti…”

Tra gli interrogati compare anche Maurizio Sarri che ai magistrati spiega: “Mi ricordo che ne parlai al telefono con Paratici perché eravamo in lockdown. Paratici mi disse che c’era già l’accordo con i calciatori e che sarebbe stato opportuno che anche io mi accordassi. A Me è stata proposta la rinuncia a 4 mesi con 3 mesi che sarebbero stati pagati sul contratto dell’anno dopo. La trattativa è stata condotta e portata avanti solo con in calciatori, io sono stato informato alla fine. Io ne parlai con Ferrari (l’avvocato di Sarri ndr) perché nel mio caso ci poteva essere l’esonero. Dopo le interlocuzioni tra Ferrari e la società, è stato previsto per me l’incentivo all’esodo in caso di esonero. Io ho firmato quando Ferrari mi ha detto che era tutto ok. La trattativa sugli stipendi si svolse con due modalità e in due momenti differenti: la prima volta si raggiunse una sorta di accordo collettivo nel quale a fare da mediatore fu Giorgio Chiellini (suo il messaggio nel quale spiegava ai compagni di squadra quali sarebbero stati tutti i passaggi). L’ex capitano fece da tramite tra i vertici del club e la squadra che – come si evince anche dal resto delle intercettazioni – discute attraverso video-riunioni e trova un’intesa rinunciando solo a una mensilità delle quattro inizialmente previste; la seconda volta la discussione si svolse attraverso trattative individuali. E da qui il più contrario di tutti era proprio Paulo Dybala che, quasi a muso duro, disse: ”

 

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