Mamma intasca un’ingente somma di denaro fingendo che la figlia abbia un tumore: arriva la condanna

Ha dell’incredibile quanto accaduto: la madre lucra sull’inesistente malattia della sua bambina, ecco le conseguenze del gesto

Una terribile vicenda si è consumata a Canton, dove una madre ha messo in piedi una sceneggiata degna dei più grandi registi cinematografici. La donna però non stava girando un film, bensì una truffa che ha visto protagonista sua figlia e tutte le persone di buon cuore che hanno deciso di aiutare lei e la sua bimba.

Mamma finge tumore figlia
Mamma e figlia (Pixabay)

La 35enne Lindsey Abbuhl ha fatto finta che la sua bambina di 11 anni avesse il cancro ed si è intascata un’ingente somma di denaro. La madre ha creato una falsa pagina chiamata ‘GoFundMe‘ nella qual invitata le persone a fare donazioni per Rylee, dicendo che la piccola aveva una “diagnosi terminale” a causa di un problema serio del suo sistema nervoso centrale.

Finta figlia malata, carcere e restituzione dei soldi per la madre

La notizia della malattia della bambina si è sparsa e non sono mancati gli aiuti economici; a pagina Rylee’s Warriors ha raccolto più di 4.500 dollari prima di essere chiusa dalle autorità. La donna ha iniziato a raccogliere fondi portando la figlia spesso dai dottori e dicendole che stava morendo, notizia raccontata anche ai coetanei della bimba. La coppia si è anche assicurata biglietti gratuiti per Sea World e madre e figlia sono anche state ospiti d’onore a una partita di softball in Texas. Rylee ha anche visto uno psicologo per tre anni consecutivi, per “elaborare la propria morte“, si legge in un rapporto degli avvocati.

Mamma finge tumore figlia
Bambina (Pixabay)

Lo scorso anno Lindsey ha perso la custodia della figlia, dopo che il tribunale ha stabilito che non c’erano prove di alcuna malattia; la madre aveva falsificato le cartelle cliniche. Ora la custodia di Rylee è del padre Jamie Abbuhl, che aveva divorziato dalla moglie del 2017 ed aveva lanciato l’allarme della finta malattia. Adesso la donna è condannata da quattro a sei anni di carcere e 8.529 dollari di restituzione alle vittime come parte del suo patteggiamento.