‘No Meloni Day’, la manifestazione contro la premier è stata un flop

‘No Meloni Day’, nella giornata di ieri ci sono state alcune manifestazioni contro la presidente del Consiglio. Episodi che si sono verificati in alcune città, ma il risultato è stato deludente 

Manifestazione contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
Manifestazione contro la Meloni in diverse città d’Italia (Ansa Foto)

Nella giornata di ieri, venerdì 18 novembre, sono andate in scenda alcune manifestazioni contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Fatti che si sono verificati in diverse città italiane. Basti pensare che a Palermo ci sono state due manifestazioni: una delle associazioni studentesche di sinistra e l’altra da ‘Azione studentesca‘.

C’è chi scendeva per protestare contro il decreto ‘Anti-rave‘, mentre c’è chi ha preferito abbandonare il ‘No Meloni Day‘. Meglio concentrarsi sui diritti degli studenti ed i problemi che ci sono nelle scuole. Il motivo del boicottaggio lo ha spiegato Alessio di Marco, ovvero il Presidente Provinciale di Gioventù Nazionale e Michele Napoli Responsabile di Azione Studentesca Palermo.

Queste sono state alcune delle parole rilasciate al ‘Giornale‘: “Hanno lasciato il corteo perché non hanno interesse di farsi intruppare dai partiti di opposizione. Ci sono altre priorità come il mondo della scuola ed anche quello del lavoro. Siamo scesi in piazza per prendere le distanze da chi vuole strumentalizzare gli studenti“.

‘No Meloni Day’, flop a Palermo: proteste in altre città

Manifestazione contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
Manifestazione contro la Meloni in diverse città d’Italia (Ansa Foto)

Secondo quanto riporta il ‘Giornale di Sicilia‘ pare che una cinquantina di alunni abbiano bloccato il traffico provocando non pochi danni alla circolazione. Sempre nella giornata di ieri ci sono state diverse manifestazioni in alcune città italiane come: Palermo, Napoli, Roma, Torino e Milano.

Nel capoluogo campano molti studenti sono scesi in piazza per dire “basta” al caro energia. Da piazza Garibaldi fino ad arrivare a piazza del Plebiscito. Molti di loro si sono dipinti le mani di rosso per ricordare i tre ragazzi morti durante l’alternanza scuola-lavoro. A Roma quasi 2mila ragazzi si sono schierati contro il governo, dirigendosi poi verso il Miur.