Formula 1, Binotto non ci sta: dura replica alle accuse

Mattia Binotto ai microfoni di motorsport.com risponde alle critiche arrivate in questi ultimi giorni e conferma la sua fiducia nella squadra. Mattia Binotto non ci sta. Il team principal è stato duramente criticato per alcuni errori di strategia e in molti si aspettavano, come già successo in passato, delle decisioni da parte della scuderia di Maranello. Per il momento, però, i vertici della Ferrari hanno deciso di dare fiducia al proprio numero uno in pista anche se le prossime gare saranno decisive. Nonostante questo, Binotto in un’intervista su motorsport.com, riportata da Lapresse, ha respinto tutte le accuse. “Credo di avere una grande squadra e non penso che sia il nostro punto debole – ha detto il team principal – gare come Monaco, Silverstone o Paul Ricard sono state giudicate problematiche su questo fronte, ma io penso che abbiamo preso le decisioni giuste. Non sono convinto che quello che abbiamo fatto fosse sbagliato, a volte le nostre scelte si sono rivelate sfortunate, ma non sbagliate. E se guardiamo all’operato del team, possiamo dire che a volte hanno fatto grandi cose come in Austria“.

Binotto: “Non vedo debolezza nelle strategie”

Lo stesso team principal ha ricordato che “sia in Austria che in Francia avevamo una strategia migliore dei nostri avversari. Al Paul Ricard abbiamo avuto il coraggio di portare due set di medie in gara e per fare una scelta devi essere bravo e coraggio. Poi c’è stato l’errore di Charles“. “Quindi nel complesso abbiamo una buona squadra – ha aggiunto – e non credo che questo sia un punto debole. Potremmo ricominciare a discutere di Monaco, Silverstone, ma credo che dal mio punto di vista siano state decisioni difficili, sfortunate, ma non sempre sbagliate”. Parole che confermano quanto detto anche in Ungheria da parte di Binotto. Il team principal continua a difendere la squadra e la strategia. Ma ora è chiamato a non sbagliare più perché, secondo alcune indiscrezioni, un altro flop potrebbero costare molto caro all’ingegnere di origine svizzere.