Juve, Ihattaren ancora nei guai: stavolta c’entra una banda criminale

Il talentino olandese, di proprietà della Juventus dal 2021, ha fatto perdere le sue tracce: il motivo della scomparsa è un mistero.

È sparito di nuovo, come un anno fa, ma lo sfondo della vicenda stavolta è completamente diverso. Non c’è pace per Mohamed Ihattaren che lo scorso anno aveva fatto perdere le proprie tracce alla Sampdoria, club al quale era stato ceduto in prestito dalla Juventus, salvo poi scoprire che il ragazzo era stato colpito da una forma di depressione conseguente alla morte del padre. La Juventus – in accordo con il giocatore – l’ha ceduto in prestito all’Ajax con cui ha ripreso a calcare i campi di gioco con la squadra B dei Lancieri e sembrava andare tutto bene. Finalmente. Un’illusione perché il ragazzo ha fatto perdere di nuovo le proprie tracce.

Mohamed Ihattaren
L’ex stellina del Psv Eindhoven, Mohamed Ihattaren, classe 2002 nato a Utrecht (Ansa)

Mohamed Ihattaren si è dileguato: ecco cosa c’è dietro la sua scomparsa

Cosa è successo a Ihattaren? A quello che fino a qualche anno fa era considerato uno dei talenti più fulgidi della scuola orange? Il caso è spinoso, non va sottovalutato. Secondo quanto riporta la stampa olandese, infatti, Ihattaren s’è dileguato per evitare le ritorsioni di una banda criminale che l’ha ripetutamente minacciato per aver avuto una relazione con una ragazza di Utrecht. Evidentemente, nella logica distorta dei malviventi, una ragazza che non poteva essere insidiata. E così, a seguito di ripetuti avvertimenti, il classe 2002 è stato costretto a scomparire per non correre rischi, una mossa concordata anche con le forze di polizia della città di Utrecht, città nella quale il ragazzo è cresciuto.

Ihattaren è ancora di proprietà della Juventus che l’aveva acquistato per circa due milioni di euro nell’agosto del 2021. “Ibi”, come veniva chiamato per la somiglianza con Afellay, ora deve tutelare la sua vita, in attesa che la polizia neutralizzi i criminali che l’hanno minacciato. Uno stop che, però, rischia di frenare una carriera che a 20 anni può e deve essere all’altezza di un talento purissimo, tanto che l’Uefa – due anni fa – l’aveva inserito tra i 50 giovani più promettenti d’Europa.