Elezioni, l’accusa di Conte: “Il Pd usa Draghi per un’ammucchiata”

Il leader del Movimento 5 Stelle, a Quotidiano Nazionale, cerca consensi fuori dai poli. E apre a Santoro e Di Battista: ci confronteremo

Il leader del Movimento Cinque Stelle in una intervista a Quotidiano Nazionale spiega la sua strategia e i suoi pensieri. Presidente Conte, come pensa di inserirsi in quello che centrodestra e centrosinistra vogliono rappresentare ‘solo’ come scontro tra due poli? “Il voto utile è quello alle forze politiche che fanno quello che dicono – avvisa un Giuseppe Conte rinvigorito dall’idea di conquistare voti nella sinistra che vede Calenda e gli ex azzurri come il fumo negli occhi -. Il Movimento nel 2018 ha preso impegni su aiuti contro la povertà, tagli ai costi della politica, norme anticorruzione. E quelle cose le abbiamo fatte. Abbiamo retto il Paese nel momento più duro della pandemia. Da Meloni e Salvini sento, invece, idee inquietanti: multe ai giovani che rifiutano lavori sottopagati o precari, leva obbligatoria. Nel campo largo, poi, volano stracci, uno spettacolo indegno“.

Giuseppe Conte
Il MoVimento di Conte si trova in un momento davvero complicato © Ansa

Il campo largo che una volta il Pd voleva costruire con voi? “E invece vediamo oggi un’ammucchiata che va dai tagli alla scuola della Gelmini a Calenda, Letta, Di Maio, Speranza: chi è a favore e chi è contro le misure per i lavoratori poveri, chi si professa ambientalista e chi vuole trivelle, inceneritori e nucleare. Votare a destra vuol dire votare politiche che fanno male al Paese, votare l’ammucchiata vuol dire sprecare il voto senza sapere come verrà utilizzato“.

“Ci schiereremo dalla parte giusta. Di Battista? Ci dovrò parlare”

Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista potrebbe rientrare nel Movimento (foto Ansa)

Qual è, dunque, l’elettorato al quale vi rivolgete? “Ci schiereremo dalla parte giusta. Siamo dalla parte dei giovani sottopagati e precari, delle piccole e medie imprese, dei non garantiti: partite Iva, famiglie in povertà, il ceto medio che sta perdendo il potere d’acquisto. Siamo dalla parte degli insegnanti italiani, fra i più sottopagati di Europa. E che nell’ultimo decreto Aiuti hanno subito un’umiliazione ulteriore: l’1% verrà definito esperto e fra 10 anni avrà un assegno di 5mila euro, gli altri resteranno a fare i conti con salari bassi e precarietà. Siamo dalla parte dei lavoratori che ci chiedono di alzare davvero gli stipendi. La risposta non può certo essere pagare loro un paio di colazioni in più al mese con i 6-7 euro che il governo Draghi ha previsto nel decreto Aiuti-bis“.

Chi saranno i vostri alleati? Santoro, De Magistris? Anche Fratoianni e Bonelli? “Noi ci confrontiamo con chi sposa i nostri principi e i nostri valori. De Magistris credo non ne abbia piena contezza: ho letto che secondo lui siamo “parte del sistema”. Con Santoro ci confronteremo. Mi pare che Fratoianni e Bonelli siano impegnati in una trattativa per allearsi con la Gelmini, che è contraria al salario minimo legale, e Calenda, che vuole riempire tutta Italia di inceneritori“. Di Battista, la Raggi e la Appendino saranno nelle vostre liste? “La Raggi sta portando avanti le battaglie del Movimento a Roma, in Consiglio comunale. Di Battista non è iscritto al Movimento: per noi è un interlocutore privilegiato. Chiara Appendino è una risorsa centrale per il M5S“. Di Maio continua a parlare del partito di Conte e non dei 5 Stelle. “Guardo con tristezza alla situazione di chi è passato dalle battaglie per i cittadini con noi a quelle per un posto in Parlamento con altri. Vederlo alla ricerca di un seggio sicuro per sé, fra lo sconcerto di chi lo ha seguito e l’indignazione degli elettori Pd chiamati a votarlo, è uno spettacolo desolante. Preferisco guardare avanti, non indietro“. Ci sarà un ritorno di alleanza con il Pd nel dopo elezioni? “Improbabile: il Pd ha scelto di abbandonare il percorso fatto insieme nel Conte II, abbracciando un percorso che lo allontana dagli obiettivi che noi perseguiamo della tutela dell’ambiente e della giustizia sociale”