Narcotizza e violenta infermiera: arrestato primario 53enne

Sono scattate immediatamente le manette per un primario dopo che lo stesso aveva narcotizzato e violentato una infermiera. Prove schiaccianti contro di lui

Carabinieri arrestano medico per violenza sessuale
Carabinieri (Ansa Foto)

Ha veramente dell’incredibile una vicenda che arriva direttamente dalla Lombardia. Ci troviamo precisamente a Como dove il primario di anestesia e rianimazione, che lavora presso l’ospedale ‘Villa Aprica‘, è stato arrestato. Le accuse nei suoi confronti sono molto pesanti visto che si parla che ha narcotizzato e violentato una infermiera. Il nome del dottore, in questione, è Andrea Carlo Pizzi. Quest’ultimo, 53 anni, è stato appunto denunciato da una donna vittima del possibile abuso. Dopo il racconto da parte della donna, che si è presentata nella caserma dei carabinieri, per lui sono scattate immediatamente le manette.

I militari non hanno voluto perdere un minuto in più ed hanno arrestato l’uomo. A quanto pare la donna avrebbe subito un abuso sotto l’effetto di farmaci. Non solo: la vittima ha affermato che le sono stati somministrati dei farmaci senza alcun consenso, tanto da perdere completamente i sensi. In questo modo il 53enne ne avrebbe approfittato ed abusato di lei. Non è finita qui visto che la posizione, da parte del medico, si è aggravata ulteriormente. In che modo? Con una telefonata registrata appunto dalla donna il giorno dopo la presunta violenza. Tanto è vero che, in quella occasione, Pizzi avrebbe ammesso gli abusi.

Como, narcotizza e abusa di una infermiera: prove schiaccianti

Arrestato il primario Pizzi
Arrestato il dottor Andrea Carlo Pizzi (Ansa Foto)

A tradire Pizzi, però, sono state anche le ricerche che sono state fatte su internet. Insomma: dalla cronologia browser. Avrebbe cercato informazioni per quanto riguarda le conseguenze di una violenza commessa utilizzando farmaci e quanto avrebbe dovuto pagare nelle spese processuali. Poi ha effettuato una ricerca sulle conseguenze penali per chi uccide i cani. I carabinieri si sono subito insospettiti di questa ricerca, poi hanno chiesto alla donna se ne avesse in casa uno: la risposta è stata positiva.

Dopo che è finito in manette si è proclamato innocente, anche se le prove contro di lui sono a dir poco schiaccianti. Il tabulato della conversazione, registrata dalla donna, è finita in mano ai carabinieri che sono pronti ad analizzare dettagliatamente quello che è successo.. Non è da escludere che, in questa assurda vicenda, possano fuoriuscire altri elementi che incastrerebbero ulteriormente l’uomo.