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Paura in America: la bomba distrugge il Monumento

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Paolo Colantoni

Negli Stati Uniti un attentato ha portato alla distruzione di uno dei monumenti più famosi e discussi. Il video sta facendo il giro del web

Una scultura, da sempre al centro delle discussioni e delle polemiche, è stata abbattuta negli Stati Uniti, dopo che un’esplosione ne aveva distrutto una buona parte. Si tratta del famoso Georgia guidestone, un monumento costruito quarant’anni fa grazie ad un misterioso benefattore e considerato la Stonhenge americana.

L’opera è stata sempre al centro di forti dibattiti e su di essa si sono scritte storie paradossali. E’ stata al centro di teorie cospiratrici dell’estrema destra americana, tanto da portare Kanidss Taylor, candidata governatrice della Georgia a festeggiarne la distruzione.  “Dio è grandissimo e può tutto – ha scritto su Twitter – anche abbattere un monumento satanico”.

Nella notte un’esplosione, documentata dalle telecamere di sicurezza, ne aveva divelto una parte. Dalle immagini, diffuse dal profilo ufficiale dell’Ufficio di investigazione federale, si vede una macchina lasciare la scena a grande velocità, pochi secondi prima della deflagrazione. A seguito dei danni riportati le autorità hanno deciso di demolire completamente l’opera.

 

La storia del monumento

Il monumento è stato realizzato nel 1979 ed era formato da tre lastre di granito verticali, che simboleggiavano una sorta di calendario solare. Sulle lastre era inciso un messaggio in otto lingue, descritto come un manuale per la ricostruzione della Georgia dopo un apocalisse. Il primo consiglio (che ha portato a forti discussioni) era di mantenere la popolazione mondiale entro i 500 milioni di individui. Una frase che molti hanno associato alle teorie complottistiche legate alla volontà, dell’elite mondiale, di ridurre il numero di persone sulla Terra. Teorie che hanno portato l’estrema destra e i movimenti religiosi più conservatori a criticare l’opera. Alex Jones, conduttore del più celebre podcast cospirazionista degli Stati Uniti, si è scagliato contro l’opera nel 2020. Sette anni prima Wyatt Martin, un cittadino locale, aveva affermato che  un certo R. C. Christian aveva pagato per la costruzione del monumento, ma che lui aveva giurato di mantenere il silenzio sulle motivazioni e che quindi la sua natura sarebbe rimasta “per sempre un mistero”.

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Paolo Colantoni