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Cronaca

Inflazione all’8%: Italia unico paese dove si guadagna meno di prima

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Mauro Simoncelli

L’inflazione schizza alle stelle, il costo della vita aumenta e l’unica certezza è che le buste paga sono ferme da 30 anni

Almeno su una cosa sono tutti d’accordo anche perché, cifre alla mano, sarebbe difficile non esserlo, gli stipendi italiani sono bassi. Con il nuovo balzo dell’inflazione, che ha raggiunto l’8%, si fa sempre più pressante l’esigenza di adeguare l’importo degli stipendi. Il divario tra le nostre buste paga e quelle degli altri paesi europei si allarga sempre di più.

Gli stipendi dei lavoratori italiani sono diminuiti –

E soprattutto sono gli unici a non essere cresciuti negli ultimi 30 anni. Dal 1990 a oggi sono anzi arretrati del 2,9%, in Francia sono invece saliti del 31%, in Germania del 33%, in Spagna 6,2% e in Grecia del 30%. In questo scenario già di per sé depresso si abbatte ora la ripresa dell’inflazione che, di fatto, alleggerisce ulteriormente le buste paga.

Lo studio che mette in allarme

Una recente analisi della Fondazione Di Vittorio, condotta sugli ultimi dati Eurostat disponibili, evidenzia il netto divario che c’è tra l’Italia da una parte e il resto dell’Europa dall’altra. Se non c’è da stupirsi che l’incremento maggiore si sia verificato nei paesi dell’est che prima facevano parte del blocco sovietico che hanno sfruttato l’ingresso nell’economia di mercato occidentale, con il +200% della Lettonia, il +237 dell’Estonia e il +276 della Lituania, fa paura l’enorme divario che si è venuto a creare con il resto delle economie europee.

Tabella dei salari minimi negli altri paesi d’Europa –

Gli interventi sui tagli fiscali e non sulle buste paga

Al momento il governo non ha ritenuto opportuno intervenire sulle buste paga degli italiani. Nonostante l’inflazione galoppante, si è limitato ad intervenire sui prezzi dell’energia con i bonus bollette per le fasce della popolazione meno abbienti e con il taglio delle accise su benzina e gasolio, ma il confronto con le buste paga dei lavoratori delle altre nazioni europee resta impietoso. La ricerca, infatti, prende in esame il salario lordo annuale medio per un lavoratore dipendente nelle quattro principali economie europee. In Italia nel 2020, complice il Covid, era sceso a 27.868, per poi risalire a 29.440 nel 2021. In Spagna è più basso: 27.587 euro nel 2019, 27.404 l’anno scorso. Mentre in Francia è molto più alto: nel 2019 era pari 39.385 euro e lo scorso anno è addirittura salito a 40.170, stessa cosa in Germania: 43.485 tre anni fa, 44.468 nel 2021, sembrano mondi completamente diversi e distaccati invece si tratta di nazioni confinanti e facenti parte della stessa economia. E’ impietoso notare che il salario medio nell’Eurozona, con 37.382 euro, è ben al di sopra di quello italiano

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Mauro Simoncelli