Conte alza la posta nel faccia a faccia con Mario Draghi: ecco i 9 punti di confronto con il Premier e gli sviluppi.
Superbonus, reddito di cittadinanza, altri argomenti caldissimi che rischiano di creare ulteriori e pericolosi scossoni. 
Il tutto in un documento che contiene 9 punti, consegnato da Giuseppe Conte a Mario Draghi. L’incontro c’è stato, ma le schermaglie interne alla maggioranza di Governo non sembrano al momento placarsi. Il Movimento 5 Stelle ha effettuato delle richieste chiare, lo strappo sembra essere scongiurato, o forse in qualche modo rimandato, perché le dichiarazioni non sono veri e propri segnali distensivi.
Conte dopo il faccia a faccia ha rilasciato infatti alcune dichiarazioni, e anche frasi nell’assembla congiunta che chiariscono quale è la sua posizione. “A noi non serve una pronta risposta – ha dichiarato – ma in tempi ragionevoli andrà chiarita la disponibilità del Premier e del governo a lavorare con noi”.
Incontro Draghi-Conte: la situazione resta delicata

Il vertice è durato più di un’ora, e nonostante lo strappo non si sia consumato, arrivano richieste chiare. “Ho riferito che questa è una comunità che in questo momento deve capire se ci sono le condizioni e le ragioni per proseguire e realmente condividere la responsabilità di governo. Questo ho spiegato a Draghi – ha ribadito Conte –, noi non siamo una comunità che cede ad attacchi strumentali e inutili”.
Poi un messaggio ancora più diretto. “Restiamo al governo ma occorre un forte segnale di discontinuità”. Che dovrà arrivare su diversi punti. “Il governo deve cambiare marcia. Non possiamo restare in nome di una generica responsabilità che diventa corresponsabilità rispetto a un atteggiamento remissivo che non offre risposte al Paese. Noi non abbiamo giurato fedeltà a Draghi, ma agli italiani”, ha tuonato Conte. Salario minimo, reddito di cittadinanza, superbonus, caro bollette e altri temi caldi sono stati al centro del dibattito, ma per Conte un altro aspetto è fondamentale.
“Non si può nascondere che il processo politico e la collocazione nel governo hanno pesato sul nostro elettorato, lo hanno sfibrato e anche eroso”. Ecco quindi che Conte chiede un cambio di marcia, in una vicenda ancora calda che nonostante l’incontro non sembra essere del tutto chiarita. La richiesta è di avere risposte in “tempi ragionevoli”, e la palla passa al Premier, in attesa di capire quali siano i punti cardine in una vicenda sempre più tesa.





