Allarme zanzare e “Febbre del Nilo” in Italia: individuati alcuni casi

Dopo i casi del 2019 tornano le zanzare portatrici della “Febbre del Nilo”: ecco i sintomi e cosa sta accadendo, in particolare in una regione.

Il Veneto torna a lanciare l’allarme dopo alcuni casi rilevati nel 2019. Diverse persone furono colpite dalla cosiddetta “Febbre del Nilo”, scaturita dalla puntura delle zanzare portatrici del virus.

Zanzara febbre del nilo
Zanzare e Febbre del Nilo, scoperti casi in Veneto

Nella regione che fu colpita da una serie di casi nel 2019, alcune persone persero la vita e altre furono ricoverate in ospedale per curare la malattia. Dopo 3 anni però, e una rete di controlli attivati in Veneto, la Usl3 ha individuato nella provincia di Venezia un cluster nelle zanzare portatrici della West Nile.

Tramite l’utilizzo di alcune trappole, che vanno a monitorare la situazione tracciando gli esemplari che possono trasmettere il virus all’uomo, sono stati scoperti diversi casi. Ecco quali sono i sintomi e quali le cure attualmente a disposizione nel caso in cui ci si sia una infezione.

Febbre del Nilo: in Italia tornano le infezioni, ecco i sintomi

Zanzare
La Regione Veneto chiarisce gli aspetti e consiglia come agire

In sostanza i primi esemplari portatori di questa febbre sarebbero gli uccelli selvatici, e l’avrebbero trasmessa alle zanzare. Nella grande maggioranza dei casi si manifesta senza sintomi, ma almeno nel 20% dei casi provoca febbre anche alta con convulsioni. In rari casi può però generare paralisi e a anche e tristemente, come accaduto in Veneto, il decesso dei pazienti.

Al momento non esiste un vaccino, e vengono utilizzati antidolorifici e antipiretici per limitare l’impatto del virus. La strada migliore è stata quindi quella efficacemente utilizzata in Veneto con la prevenzione, lo studio e il tracciamento dei casi sulle zanzare. Restano quindi anche gli avvertimenti della regione sulla corretta igiene nello smaltimento dei rifiuti e sulla necessità di evitare acqua stagnante.