Capolavoro Roma, giallorossi in finale in Europa dopo 30 anni: il Leicester è ko

Abraham e tanto cuore: la Roma resiste dopo il vantaggio e vola in finale di Conference. Mourinho osannato dall’Olimpico.

All’Olimpico 70mila cuori giallorossi attendevano una finale europea che per i giallorossi mancava da più di 30 anni. C’è anche Totti in tribuna, in uno stadio strapieno e deciso a spingere la squadra alla vittoria.

Missione compiuta dopo 90 minuti in cui la Roma ha giocato una partita per certi versi perfetta. Il gol, poi tanta difesa e tanta corsa per inaridire le fonti di gioco degli avversari. Infine la gioia, con i calciatori stremati a raccogliere l’applauso meritatissimo dell’Olimpico. La cronaca: Brendan Rodgers prova a difendersi nei primi minuti, in cui la Roma, trascinata da Pellegrini, alza subito il ritmo. Su punizione arriva il primo brivido, poi il calcio d’angolo che fa esplodere la gioia dell’Olimpico. Cross teso e frustata di Abraham che gela i tifosi del Leicester e dà il via alla festa.

I numeri confermano la qualità della Roma sui calci piazzati e le difficoltà degli inglesi, fra le squadre di Premier ad aver subito più reti da corner. Mourinho chiede ai suoi di accelerare. Ci prova Pellegrini con una conclusione parata da un incerto Schmeichel, poi Zaniolo non arriva per un soffio all’appuntamento col gol. La Roma dietro rischia poco, il Leicester nel finale prova ad attaccare a testa bassa e in maniera disorganizzata, chiudendo in avanti il primo tempo senza però mai rendersi pericoloso.

Roma, l’Olimpico è pazzo di gioia: ora il Feyenoord

rissa bodo roma
Mourinho può esultare, la finale è sua (AnsaFoto)

Nella ripresa il Leicester prova ad organizzarsi e fa possesso palla. L’occasione buona capita sui piedi di Vardy, ma il tiro al volo su calcio d’angolo sbatte su un calciatore della Roma. Il tema del match è chiaro. Ospiti pronti ad alzare il ritmo per cercare il pari, Roma chiusa e decisa a ripartire per blindare la qualificazione in finale. Il Leicester si affida a qualche tentativo della distanza, ma la Roma con il cuore chiude tutti i varchi senza neanche troppi affanni. Neanche nei concitati minuti finali, in cui i tentativi degli inglesi sono stati vani.

Termina fra gli abbracci di Mourinho ai calciatori, la festa dello stadio, la gioia sul volto dei giocatori e dei tifosi. La missione è compiuta, e il pubblico giallorosso riassapora il gusto di una finale in Europa dopo più di 30 anni. L’atmosfera scandita dall’iconico “Grazie Roma” è magica, e lo sarà ancora di più contro il Feyenoord, in un match che potrebbe regalare un trofeo storico ai giallorossi e un nuovo titolo a Mourinho, sempre di più condottiero di una squadra pronta a tutto per vincere.