Ucraina, Avvocato rientra in Italia “Escalation che temevamo, colleghi in lacrime”

Graziano Benedetto, un legale italiano che vive e lavora lì dal 2015 ha dovuto lasciare d’urgenza il paese. “Spero di tornarci”

Sempre più in emergenza e sempre più vicini alla guerra. A confermarlo un legale italiano che lavora e vive in Ucraina dal 2015. “Purtroppo è arrivata l’escalation che temevamo’‘. A dirlo è Graziano Benedetto, un avvocato italiano che da sette anni lavora come avvocato in Ucraina ma alla luce della crisi in corso mercoledì scorso ha dovuto lasciare il Paese per rientrare in Italia con la moglie.

L'attesa
I soldati mentre sono in un atteggiamento da relax (foto Ansa)

Vivo in Ucraina dal 2015 dove ho conosciuto mia moglie, un medico, e dove ho costruito la mia vita – racconta all’Adnkronos l’avvocato Benedetto che è anche consulente accreditato presso l’ambasciata – ma mercoledì scorso abbiamo deciso di andare via, spero temporaneamente, e siamo tornati in auto a Guardiagrele, il mio paese d’origine in provincia di Chieti. Non e’ stata una scelta semplice lasciare la mia casa a Poltava, i miei colleghi di studio a Kiev, li ho visti in lacrime”.

“Ho lasciato i miei colleghi in lacrime e qualcuno di loro è stato richiamato dall’esercito per guidare un tank”

I soldati
Due soldati russi al confine che aspettano gli ordini (foto Ansa)

L’avvocato Benedetto racconta quello che sta succedendo in questi ultimi giorni e da come ne parla, sembra che la gente sappia bene che da un momento all’altro possa scoppiare la guerra. Ne sono consapevoli, anche se fino all’ultimo sperano che non succeda l’irreparabile. “Fino a qualche settimana fa in molti pensavano che si trattasse di un bluff americano – ha aggiunto Benedetto -, ora chi la pensava cosi’ ha cambiato idea e si e’ reso conto del pericolo imminente”.

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Tanti connazionali li’ mi hanno contattato in questi giorni per chiedermi un consiglio e – spiega – io ho risposto a tutti la stessa cosa, ‘andate via se potete – ha spiegato il legale italiano – Mi sono attenuto ai consigli dell’ambasciata, suggerendo agli altri di fare altrettanto”. Una decisione ”non facile, soprattutto per chi ormai vive li’ da anni e non ha più nulla in Italia, come mi ha raccontato un anziano romano che ha scelto di non fare rientro’‘. ‘‘Sento continuamente i miei collaboratori e colleghi, ieri hanno seguito un’ultima udienza. Ora uno di loro e’ stato richiamato nell’esercito per guidare un tank – racconta ancora l’avvocato – Seguiamo gli sviluppi sospesi, in attesa di capire quale sarà l’evoluzione’‘.

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