Omicron: incubazione, sintomi e durata, cosa sappiamo sulla variante

Le prime ricerche svelano i sintomi, la durata dell’infezione e dell’incubazione della variante Omicron: ecco cosa sappiamo.

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Sintomi, incubazione e durata, cosa sappiamo su Omicron (Getty Images)

I timori sono stati confermati. In poche settimane il nuovo ceppo del Covid isolato e svelato al mondo in Sudafrica, è diventato dominante in tutta Europa. C’era una prima parziale evidenza sulla possibilità che la variante fosse molto più contagiosa, e i dati in arrivo hanno comprovato le prime tesi avanzate dal mondo della scienza. I numeri non lasciano spazio alle interpretazioni. Più di 200 mila contagi in Francia, boom in Italia, record di infezioni in Danimarca e Gran Bretagna.

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Resta però uno spiraglio sugli effetti che Omicron ha sui soggetti contagiati dal virus. Tre differenti studi, ai quali si aggiungono le segnalazioni in arrivo dagli scienziati di diversi altri paesi, delineano un quadro sui tempi di incubazione, la durata, e gli effetti che il ceppo sudafricano produce sull’organismo. E sembra meno allarmante di quelli osservati in precedenza.

Omicron, sintomi lievi: anche l’incubazione è diversa

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Omicron, quanto dura l’infezione (Getty Images)

Gli scienziati di tutto il mondo hanno tracciato un primo quadro sulla variante Omicron. Sembra essere differente dalla precedente, che si presentava con una minore contagiosità ma effetti più pesanti. Il ceppo sudafricano sembra invece diffondersi con una rapidità allarmante, ma con effetti molto meno gravi. L’identikit sembra infatti ormai chiaro. La nuova mutazione porta come primo sintomo il raffreddore, e gli studi condotti negli Usa rivelano che l’incubazione potrebbe durare solo 3 giorni. 

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Nella prima fase dell’infezione il periodo era di 5 giorni in media, 4 invece per la Delta, soppiantata da una nuova variante che impiega meno tempo ad infettare. Gli studi però hanno permesso di approfondire le conoscenza anche su altri aspetti. Sembrano meno frequenti la perdita di olfatto e gusto, e nella maggioranza dei casi Omicron si presenta con sintomi molto vicini a quelli di un raffreddore.

Più contagiosa ma meno aggressiva. Questi sono i risultati delle prime analisi incrociate condotte in tutto il mondo. E in questo quadro una fase endemica potrebbe essere più vicina, con la speranza che non si sviluppino nuove varianti e che Omicron sia davvero diversa dai precedenti ceppi della malattia.