ESCLUSIVA – Bruno Giordano: “Diego, che emozione la sfida contro Hugo”

L’ex centravanti dello scudetto del Napoli ricorda la sfida con l’Ascoli del 1987 in cui i due fratelli Maradona si sfidarono

Hugo Maradona e il fratello Diego – Foto Ansa –

Quando ho letto la notizia della morte di Hugo Maradona sono rimasto molto colpito. Mi dispiace molto per la famiglia che ha già sofferto tanti in questi anni”. A Parlare è Bruno Giordano, centravanti del Napoli del primo scudetto, compagno di squadra e amico di Diego Maradona e testimone del primo e unico scontro sul campo tra il numero dieci argentino e Hugo, disputato allo Stadio San Paolo il 20 settembre 1987. “Diego voleva molto bene a Hugo ed era emozionato al pensiero di affrontarlo sul campo. Per lui e per la sua famiglia fu una domenica speciale. Molto emozionante”.

LEGGI ANCHE: Hugo Maradona, che tragedia: trovato morto a casa sua

Il Napoli giocava con lo scudetto sul petto, dopo il trionfo nel campionato precedente. “Ricordo molto bene quella partitaesordisce Bruno Giordano in esclusiva ai microfoni di Notizie.comperchè fu il nostro esordio casalingo in campionato dopo la vittoria dello scudetto e perchè pochi giorni dopo affrontammo il Real Madrid in Coppa dei Campioni. Vincemmo quella gara 2-1, anche se fu meno facile del previsto. Passammo in vantaggio (gol di Bagni ndr), poi loro pareggiarono (con Scarafoni ndr) e io segnai la rete del 2-1 dopo un assist di Francini. Un gol molto bello tra l’altro. Non ci fu un vero e proprio scontro tra i due. Intanto perchè paragonarli sarebbe stato eccessivo e poi perchè entrambi giocavano in posizioni d’attacco. Ripeto: Diego fu emozionato perchè teneva tantissimo al fratello Hugo”.

Così tanto da consigliarlo al Napoli. “Eravamo in piena lotta scudetto e ricordo che il nome di Hugo girava insistentemente. Diego lo volle portare a Napoli. Purtroppo in quegli anni c’era la regola dei tre stranieri e dopo la vittoria del titolo la società compro Careca. Diego era una persona molto intelligente. Un altro poteva anche impuntarsi, ma lui sapeva benissimo quanto sarebbe stato importante il brasiliano per noi ed accettò che il fratello fosse solo di passaggio a Napoli”. Giordano ne ricorda le caratteristiche: “Provare a giocare con quel cognome non era facile. Ma lui era un buon giocatore. Imparagonabile al fratello, ma poteva fare una carriera diversa secondo me. Era un trequartista. Si allenò con noi e se non ci fossero state limitazioni agli stranieri, sarebbe rimasto a Napoli in quella stagione”.