Plusvalenze, le operazioni sospette: cosa rischia la Juve?

Quarantadue operazioni che riguardano il club bianconero sotto la lente di ingrandimento della Covisoc: ecco cosa rischia la Juventus

Andrea Agnelli e i dirigenti bianconeri indagati – GettyImages-

Il mondo del calcio è travolto dalle perquisizioni della Guardia di Finanza e dall’apertura di un’inchiesta sulle false Plusvalenze. Le Fiamme gialle sono entrate prepotentemente nella  sede della Juventus, club maggiormente attenzionato dalle indagini. Sei dirigenti bianconeri sono stati indagati: si tratta del presidente Andrea Agnelli, del vice presidente Pavel Nedved, dell’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici (oggi al Tottenham) ed altri tre del settore commerciale: l’attuale Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola e l’ex dirigente finanziario Marco Re. Il reato ipotizzato sarebbe quello del falso in bilancio.

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Sotto la lente d’ingrandimento della Covisoc, ci sarebbero una serie di plusvalenze che riguaradno le stagioni 2018-19, 2019-20 e 2020-21. Nel mirino 62 operazioni, di cui 42 della Juventus. Nel caso specifico dei bianconeri ci sono 21 calciatori scambiati per una cifra pari a 90 milioni. Riflettori puntati (extra Juve) anche sull’operazione tra Napoli e Lille per Osimhen. Ma andiamo nel dettaglio e cerchiamo di capire quali sono le operazioni ritenute “dubbie” dalla Covisoc e che hanno portato ad indagare i sei dirigenti bianconeri.

Plusvalenze, le operazioni sospette

Andrea Agnelli Juventus
Andrea Agnelli, indagato insieme ad altri sei dirigenti della Juventus (GettyImages)

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La più recente e che ha fatto discutere è la maxi operazione con il Genoa: Rovella acquistato per 18 milioni più 20 di bonus e lasciato in prestito fino al termine dell’attuale stagione in rossoblù. Percorso inverso per Portanova (10 milioni più 5 di bonus) e Petrelli (8 milioni più 5,3 di bonus). Sempre a gennaio scorso i bianconeri hanno scambiato alla pari per 8 milioni Tongya, prodotto del vivaio in scadenza di contratto, con Aké del Marsiglia. Il 30 giugno 2020 Agnelli e Paratici realizzarono ben 166 milioni di plusvalenze, frutto soprattutto del maxi scambio con il Barcellona: ceduto Pjanic per 60 milioni e acquistato Arthur per 72 più bonus assortiti e rimborsi per i prestiti necessari a concludere la stagione post-lockdown, già a gennaio 2020 lo scambio tra Matheus Pereira e Alejandro Marques.

Due le operazioni anche con il Manchester City: Cancelo per 65 milioni, Danilo per 37) e in basso (Pablo Moreno per 10, Felix Correia per 10,5). Con il Basilea sono state realizzate plusvalenze per 4 milioni con i giovani Hajdari e Sene. Due gli scambi con la Sampdoria: su tutti i 20 milioni (19 di plusvalenza) per il passaggio di Audero a Genova.

Ecco cosa rischia la Juventus

Andrea Agnelli
Andrea Agnelli, presidente della Juventus © Getty Images

 

Esiste un vero e proprio rischio penalizzazione per il club bianconero e per le altre società (eventualmente) coinvolte? Fare ipotesi diventa difficilissimo: innanzitutto vanno distinti i due ambiti di indagine, quello penale e quello sportivo; dal punto di vista penale sta indagando la Procura di Torino. Sul fronte sportivo la procura federale guidata da Giuseppe Chinè avrà fino a 90 giorni di tempo (inclusa l’eventuale proroga) per concludere l’istruttoria avviata. Per i primi verdetti, sempre nel caso in cui arrivino i deferimenti, c’è la concreta possibilità di dover attendere  dai quattro ai cinque mesi. Esistono dei precedenti. Su tutti quello che ha coinvolto Chievo Verona e Cesena. Nel 2018 la Corte d’Appello federale condannò i gialloblu a tre punti di penalizzazione per “reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile”, decisione che fu confermata anche in sede di Collegio di garanzia. Il Cesena nel frattempo era già fallito.

 

 

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