G20 a Roma: Biden predica il cambiamento, ma la sua scorta “dice” altro

Altro che lotta eco: i grandi come Biden predicano bene il cambiamento ma le loro scorte fanno pensare che razzolino male…

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La scorta di Biden al G20

Un’occasione per parlare e cercare una risposta concreata alla questione ecologista nel mondo. Per evitare il surriscaldamento della terra e tentare di cambiare le sorti del pianeta. Al G20 di Roma appena concluso il tema chiave era questo. Ma quelle che possono essere nobili scelte hanno trovato un contrasto proprio nei promotori del vertice.

Tra chiusure a tappeto e controlli capillari che hanno mandato in tilt i nervi dei romani la battaglia in nome dell’ecologia si è infranta proprio sotto gli occhi di tutti? Il motivo? Ad accompagnare i grandi del Mondo c’erano scorte fatte di così tante auto da far schizzare persino le centraline antismog.

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Il record di Joe Biden: 87 auto, 6 volanti e 32 moto

La scorta del presidente Usa al G20 (fonte: Polizia)

La medaglia d’oro per il corteo più imponente va al presidente Usa Joe Biden: 87 auto, sei volanti dell’Interpol e 32 moto, seguiti a vista da due droni. Una curiosità dell’ultim’ora è legata proprio alla Limo presidenziale: sarebbe dovuta essere elettrica ma per velocità di spostamenti è stato scelto un suv da 6.400 cc diesel. Alla faccia della lotta all’inquinamento. A seguire sul podio c’era Putin: il russo si è fermato a quota 60 blindati e 20 moto.

In pratica più di mezzo chilometro di auto per blindare il potentissimo premier. Insomma si predica bene e si razzola male come dice un vecchio adagio popolare. Ma senza fare facili attacchi populistici riportiamo solo un piccolo dato: al momento del passaggio delle scorte monster le strade attorno ai percorsi blindati venivano chiusi al traffico 18 minuti prima (da protocollo di sicurezza di cui notizie.com è venuto in possesso).

La curiosità: la centralina antismog va in tilt

In quei 18 minuti, però, le centraline per il monitoraggio degli agenti inquinanti di viale Marconi ad esempio hanno registrato il picco più alto mai toccato per il mese di ottobre: anche questo va sottolineato per far capire che la lotta allo smog passa anche per scelte lontane anni luce da un futuro green. Insomma sarà stata pure un’occasione per discutere il nostro futuro e rendere il mondo migliore, però, le premesse non hanno avuto una svolta all’insegna dell’Ambiente.