Psoriasi e dermatite atopica, le novità terapeutiche del 2026. Dalle cure mirate all’importanza di team multidisciplinari per una pelle sana.
La pelle è un importantissimo strumento di relazione con il mondo che ci circonda. Ed è per questo che quando viene colpita da un’infiammazione cronica, il danno non è solo estetico, ma anche psicologico. Ne risentono il riposo e anche la produttività lavorativa. 
La gestione di situazioni come la psoriasi e la dermatite atopica sta attraversando un momento cruciale di trasformazione. Il focus si sta infatti spostando dalla semplice cura al benessere completo della persona.
In Italia, la psoriasi colpisce tra l’1,8 e il 4,8% della popolazione. La dermatite atopica invece, circa l’8,1% degli adulti e quasi il 12% di bambini molto piccoli. Il vero nemico è per il prurito. Nel primo caso, è presente in più del 70% dei pazienti, mentre nel secondo caso oltre il 43%.
Controllare in modo stabile con la prevenzione
Secondo il professore Nicola Zerbinati dell’Università dell’Insubri e SIDeMaST, l’obiettivo non è più convivere con questo disturbo, ma controllarlo in modo stabile e con la prevenzione.
Ciò è possibile solo con un lavoro di squadra: il dermatologo diventa il coordinatore di un percorso che coinvolge altri specialisti per gestire le comorbidità che spesso accompagnano queste malattie, come i problemi articolari, cardiometabolici o psicologici. 
La ricerca odierna mette a disposizione degli specialisti strumenti sempre più precisi che agiscono direttamente sui meccanismi dell’infiammazione. Per la psoriasi, le terapie biologiche di ultima generazione garantiscono una pulizia duratura della pelle e una protezione per evitare che vengano coinvolte le articolazioni.
Per quanto riguarda la dermatite atopica invece, le cure intervengono sul prurito attraverso anticorpi, migliorando il sonno e quindi la capacità di affrontare la giornata.
Quando è necessario rivolgersi a uno specialista
Secondo gli esperti il prurito non deve affatto essere normalizzato. Ed è necessario rivolgersi a uno specialista in determinati casi. Ad esempio, quando il prurito diventa incessante e impedisce il riposo notturno. Oppure quando si formano lesioni al viso, alle mani o ai genitali. E ancora, quando le creme non sono efficaci, soprattutto al termine della terapia. Quando si prova dolore o difficoltà a causa della rigidità delle articolazioni. Infine, bisogna andare dal medico quando queste malattie provocano un senso di isolamento o difficoltà a scuola o al lavoro.
“L’appropriatezza terapeutica è il vero punto fermo”, dichiara Zerbinati. Non esistono soluzioni “magiche”, ma esistono percorsi scientifici che permettono di riappropriarsi della propria vita.





