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Cronaca

Fondo incapienti nel limbo, associazioni all’attacco: “Il Ministero ci ignora”

Published by
Giovanna Sorrentino

Il Fondo per l’esdebitazione degli incapienti, nato per offrire una speranza a chi è schiacciato dal sovraindebitamento e non possiede alcuna risorsa per risanare la propria posizione, si trova in una fase di stallo totale.

La denuncia arriva dalle associazione dei consumatori — tra cui Codici, Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, ConfConsumatori, iConsumatori e Lega Consumatori — dopo il riscontro ricevuto dal Ministero della Giustizia, che conferma la mancata attuazione della misura.

Fondo incapienti nel limbo, associazioni all’attacco: “Il Ministero ci ignora” – notizie.com

Il nodo del problema è che il decreto attuativo mai adottato, lasciando migliaia di cittadini in un limbo normativo e sociale.

La “scusa” dei computer e il blocco del Fondo

Per giustificare questo “stop”, il Ministero ha risposto che creare un sistema informatico per gestire le domande sarebbe troppo costoso ed “antieconomico”, dal momento che i soldi stanziati sono pochi e durano solo per un anno.

Ma le Associazioni respingono fermamente questa tesi. Secondo loro non era necessario costruire un nuovo sito o un software complesso. Si sarebbero potuti usare infatti i sistemi già esistenti, fare riferimento agli uffici che lavorano già in Tribunale oppure creare procedure più semplici, magari a sportello, finché non sarebbero finiti i soldi.

Invece per questioni meramente tecniche si è deciso di bloccare tutto, lasciando migliaia di persone senza l’aiuto promesso dallo Stato.

Un diritto scritto sulla carta, ma negato nei fatti

La gravità della situazione emerge chiaramente da un paradosso riconosciuto dallo stesso Ministero:  chi è in condizione di povertà assoluta non ha i soldi per pagare le spese necessarie a presentare la richiesta in Tribunale. E queste spese non vengono nemmeno coperte dallo Stato con il gratuito patrocinio.

Un diritto scritto sulla carta, ma negato nei fatti – notizie.com

Si crea così un assurdo legale: la legge dice che il debitore povero ha il diritto di cancellare i debiti, ma di fatto non gli dà i mezzi per farlo. Il dato fornito dal Ministero relativo al 2025, che registra 1.651 istanze di esdebitazione dell’incapiente in attesa di risposta, è la cartina di tornasole dell’urgenza del fenomeno.

L’appello delle Associazioni: servono soluzioni immediate

Di fronte a questo stallo, le Associazioni dei consumatori chiedono un cambio di rotta deciso e tempestivo. Il Ministero della Giustizia e il MEF devono chiarire le prossime mosse per superare l’attuale inattività. Le richieste sono precise: sono necessarie regole veloci per smaltire le domande ferme, dare certezze sui soldi e trovare soluzioni per coprire le spese di chi non può permettersi un avvocato o un professionista.

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Giovanna Sorrentino