L’appuntamento con l’assegno unico di luglio è ormai alle porte. L’Inps ha già definito il calendario degli accrediti del mese, distinguendo tra le famiglie che ricevono regolarmente la prestazione e quelle che, invece, hanno presentato una nuova domanda oppure hanno comunicato variazioni della propria situazione familiare o dell’Isee. Per alcuni beneficiari, luglio potrebbe essere il mese degli arretrati e dei conguagli.
Per le prestazioni già in corso e che non hanno subito modifiche rispetto al mese precedente, il pagamento dell’assegno unico è previsto nelle giornate di lunedì 20 e martedì 21 luglio. Il calendario riguarda i nuclei familiari che non hanno registrato variazioni nell’importo spettante o nella composizione del nucleo.
La situazione è diversa per chi ha presentato una nuova domanda o ha comunicato cambiamenti che richiedono un ricalcolo della prestazione. In questi casi, il pagamento è previsto verso l’ultima settimana del mese, una volta concluse le verifiche amministrative da parte dell’Inps.
Luglio potrebbe riservare una sorpresa positiva per le famiglie che hanno aggiornato la propria posizione entro i termini previsti. Queste avranno diritto a un ricalcolo dell’importo e potrebbero anche ricevere gli arretrati dell’assegno unico.
I conguagli riguardano, ad esempio, le situazioni in cui è stato presentato un Isee aggiornato che modifica l’importo spettante oppure altri casi in cui l’Istituto deve riconoscere somme a credito o recuperare eventuali importi non dovuti. Gli accrediti relativi ai conguagli seguono generalmente la finestra prevista per i pagamenti di fine mese.
Chi già percepisce l’assegno unico, non deve presentare una nuova domanda ogni anno. La richiesta già accolta continua ad essere valida negli anni successivi, tranne che in casi in cui risulti decaduta, revocata, rinunciata o respinta. Resta invece l’obbligo di comunicare eventuali variazioni che incidono sul diritto alla prestazione o sul suo importo.
Per ottenere l’importo corretto in base alla propria situazione economica bisogna presentare una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) aggiornata, utile al calcolo dell’Isee. In assenza di un Isee valido, l’Inps liquida l’importo minimo previsto dalla normativa.
I beneficiari possono verificare lo stato della domanda e la data del pagamento accedendo al Fascicolo previdenziale del cittadino disponibile nell’area riservata del portale Inps tramite Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Attraverso il Centro notifiche è inoltre possibile monitorare l’accredito della prestazione.