Era integro e parzialmente avvolto in un sacco il corpo di Chiara Guerra, l’insegnante di scuola media uccisa nei giorni scorsi a San Stino di Livenza, nel Veneziano, dal nipote diciassettenne che ha confessato il delitto. Dopo tre giorni di ricerche, i vigili del fuoco hanno trovato il cadavere a diversi chilometri di distanza dal canale Malgher, dove il ragazzo aveva dichiarato di averlo gettato.
Il corpo è stato recuperato nelle acque del fiume Lemene, in località Settesorelle. Sul posto sono arrivati i carabinieri del comando di Venezia e il medico legale Antonio Cirnelli per eseguire una prima ispezione esterna, che avrebbe evidenziato varie ferite da taglio.
Le operazioni di ricerca dei vigili del fuoco e militari dell’Arma erano iniziate domenica 14 giugno dopo le indicazioni fornite dal diciassettenne. Le attività sono state particolarmente complesse a causa dei collegamenti tra il canale Malgher e altri corsi d’acqua, oltre che per la presenza delle correnti.
Il giovane avrebbe inoltre riferito agli investigatori di aver gettato nello stesso corso d’acqua l’arma del delitto (un coltello) e il cellulare della zia. Gli oggetti non sono stati ancora ritrovati.
La presenza del corpo in acqua è stata segnalata dalla polizia locale, che ha allertato i carabinieri e i vigili del fuoco.
Il cadavere galleggiava ed era parzialmente avvolto in un sacco, circostanza che ha reso più difficili le prime verifiche sul posto. Per gli accertamenti necessari è stato trasferito al laboratorio di medicina legale.
Il diciassettenne ha confessato di aver ucciso la zia al culmine di una discussione. Gli investigatori stanno approfondendo il movente dell’omicidio e starebbero concentrando la loro attenzione su questioni legate al patrimonio familiare, sul quale il ragazzo avrebbe avanzato alcune pretese.
Zia e nipote vivevano nello stesso stabile, ma in abitazioni indipendenti. Chiara Guerra non aveva figli né un compagno. Il giovane è il figlio del fratello della vittima.
A segnalare la scomparsa della donna, il 13 giugno, era stata un’amica che per oltre quarantotto ore aveva tentato invano di rintracciarla al telefono. Chiara Guerra era stata vista per l’ultima volta all’ora di pranzo di giovedì scorso.
Secondo quanto raccontato dal diciassettenne ai carabinieri, dopo il delitto avrebbe trasportato il corpo della zia con una carriola, coprendolo con un telo, dall’abitazione fino al canale dove lo ha poi gettato in acqua.