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Esteri

La firma sulla Dichiarazione di Islamabad che può riaprire lo Stretto di Hormuz e sbloccare i prezzi di carburante e cibo in tutto il mondo

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Francesco Ferrigno

È tutto pronto per l’accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe mettere fine al conflitto che dura dal 28 febbraio scorso.

Il memorandum d’intesa, che segnerà l’inizio di una nuova fase dei negoziati diplomatici, verrà firmato, con ogni probabilità, domenica 14 giugno 2026 a Ginevra, in Svizzera, o a Vienna, in Austria. È prevista una cerimonia alla quale parteciperà il vicepresidente degli Stati Uniti Jd Vance.

La firma sulla Dichiarazione di Islamabad che può riaprire lo Stretto di Hormuz e sbloccare i prezzi di carburante e cibo in tutto il mondo (ANSA FOTO) – Notizie.com

Nello stesso giorno alla Casa bianca di Washington sono previsti i festeggiamenti per il compleanno del presidente Donald Trump. Dall’Iran hanno fatto sapere che il memorandum sarà denominato Dichiarazione di Islamabad, a conferma del ruolo centrale svolto dal Pakistan nella mediazione tra i Paesi in guerra. Le parti, inoltre, non concordano su quanto trapelato in queste ore in merito ai termini dell’accordo.

Comunque sia, Trump nelle scorse ore ha annullato nuovi attacchi militari contro l’Iran, rivendicando proprio la svolta nei negoziati per porre fine alla guerra. Il tutto è avvenuto poche ore dopo che il leader americano aveva minacciato di intensificare il conflitto prendendo il controllo dell’industria petrolifera iraniana. La svolta in queste ore, quando il tycoon ha aperto un evento nello Studio ovale esclamando: “Abbiamo appena raggiunto un ottimo accordo per la guerra con l’Iran”.

Israele non è parte dell’accordo tra Stati Uniti e Iran

L’estensione del cessate il fuoco darebbe ai leader statunitensi più tempo per negoziare sul programma nucleare iraniano, la ragione principale addotta da Trump e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per giustificare l’inizio della guerra. Da Tel Aviv hanno fatto sapere che Israele non è parte dell’accordo tra Stati Uniti e Iran.

Come già accennato, un punto critico nei negoziati è stato rappresentato dal programma nucleare iraniano, che Stati Uniti e Israele temono possa portare a un’arma atomica, ma che Teheran afferma essere a fini pacifici. Altro problema chiave è il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, una rotta marittima fondamentale per il trasporto di petrolio e gas naturale.

Israele non è parte dell’accordo tra Stati Uniti e Iran (ANSA FOTO) – Notizie.com

Il rapido cambio di rotta di Trump, dalle minacce di guerra alla promozione dei negoziati di pace, ha nuovamente sottolineato il suo approccio altalenante alla guerra. Non è la prima volta che Trump minaccia un’escalation prima di dare un’altra possibilità ai negoziati. Ad aprile, aveva avvertito l’Iran che “un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita” se non avesse accettato le sue condizioni, prima di estendere il cessate il fuoco.

L’interruzione, protrattasi per mesi, del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha ridotto le forniture energetiche globali, fatto aumentare i prezzi del carburante e reso più costosi cibo e altri beni di prima necessità ben oltre la regione. Nei giorni scorsi Trump aveva minacciato di occupare l’isola di Kharg, il cuore dell’industria petrolifera iraniana.

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Francesco Ferrigno