Nessuna perizia psichiatrica per Andrea Sempio. O, meglio, l’unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco non vi si sottoporrà nonostante la disposizione della Procura della Repubblica di Pavia.
A confermarlo è stato nelle scorse ore il legale di Sempio, Liborio Cataliotti, ospite a Quarto Grado su Rete4: “Ci mancherebbe solo che andasse, proprio per il fatto che contestiamo la tempistica”.
L’avvocato ha sottolineato di non accettare “una prova di questo tipo, che non è una perizia, l’avesse disposta un giudice certo”. Si tratterebbe, invece, di “una consulenza ancora una volta e di parte. Noi crediamo che l’accertamento dei fatti e le prove dei fatti debbano presiedere a una valutazione personologica”. Il rischio, per la difesa, è che “eventuali ipotesi di patologie potrebbero essere sbandierate all’opinione pubblica senza una responsabilità per il fatto. Prima il fatto e poi tutte le valutazioni del caso”.
Bisogna ricordare che i pm avevano disposto accertamenti integrativi, tra cui appunto una consulenza psichiatrica, per arrivare a mettere un punto all’indagine in cui Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, è accusato di aver ucciso Chiara Poggi a seguito di un rifiuto della vittima ad avance sessuali. L’inchiesta di fatto scagiona l’unico condannato, Alberto Stasi, il quale ora punta a una revisione del suo processo che si è chiuso undici anni fa con 16 anni di reclusione definitivi.
Gli accertamenti erano stati comunicati con una nota dal procuratore capo Fabio Napoleone. I pm potrebbero quindi attendere prima di chiedere il rinvio a a giudizio per il 38enne da oltre un anno finito al centro dell’inchiesta. La Procura ha disposto la consulenza per valutare “condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere” di Sempio. Per questo è stato nominato il professor Roberto Catanesi, medico psichiatra, come consulente tecnico.
I difensori di Sempio si erano già detti “stupiti dalla tempistica“, perché “ci aspettavamo un confronto sui dati oggettivi per trovare il reale assassino, non ci aspettavamo che cercassero l’assassino ideale, ma che si confrontassero con noi in contraddittorio su elementi oggettivi“.
Il fatto che la Procura disponga una consulenza “in questo momento – ha spiegato Cataliotti – mi fa pensare che non si sente così forte delle risultanze istruttorie, cioè delle prove che ha raccolto”.
La difesa di Sempio ha quindi deciso di non far sottoporre Sempio agli accertamenti, che non gli si possono imporre in quanto non ordinati da un giudice. “Le determinazioni assunte – aveva spiegato Napoleone – sono volte ad assicurare una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda“. Comunque sia le nuove indagini integrative allungheranno i tempi lasciando spazio, intanto, al giudizio di revisione del processo che Stasi è pronto a chiedere alla Corte d’Appello di Brescia.