Fatture false per circa 1,5 milioni di euro e un meccanismo di sponsorizzazione dell’Enci, l’Ente nazionale cinofilia italiana, al programma televisivo che conduce.
Sono queste le accuse a carico della deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla, indagata nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano. Brambilla è indagata, assieme ad altre cinque persone tra cui il presidente di Enci Espedito Massimo Muto, in relazione alla realizzazione del suo programma tv Dalla parte degli animali.
La guardia di finanza è già operativa sul campo. In queste ore sono state effettuate diverse perquisizioni nelle sedi di Enci e di tre società di produzione televisiva a Milano, Torino e Roma. Le fatture sarebbero state emesse nell’ambito della produzione del programma televisivo Dalla parte degli animali.
Si contestano fatture false, tra il 2020 e il 2026, per circa 1,5 milioni di euro e un meccanismo di sponsorizzazione dell’Enci. Sistema con cui, stando alle indagini dei pm Antonio Pansa e Giancarla Serafini con l’aggiunto Paolo Ielo e del Nucleo di polizia economico finanziario della guardia di finanza, Brambilla avrebbe incassato gran parte di quei soldi, circa il 90%. Solo il resto sarebbe andato alla produzione del programma.
L’Enci, fondato nel 1882, è la storica organizzazione che tutela e regola il mondo dei cani di razza in Italia. Si tratta di un’associazione privata, ma lo Stato italiano le riconosce una funzione pubblica di rilievo primario. Tra le altre cose gestisce il pedigree, detenendo l’esclusiva nella gestione del Libro genealogico del cane di razza. Solo l’Enci può emettere certificati ufficiali con valore legale in Italia.
Le sue risorse sono interamente private e provengono principalmente dalle tariffe per l’iscrizione dei cuccioli e il rilascio delle centinaia di migliaia di pedigree, dalle quote di tesseramento dei soci e dalle percentuali sulle iscrizioni alle manifestazioni ufficiali. L’Ente opera sotto la diretta vigilanza del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).
I disciplinari dell’Enci e le modifiche ai regolamenti interni, ad esempio, devono ricevere l’approvazione ministeriale. Inoltre, il Ministero nomina dei propri rappresentanti all’interno del consiglio direttivo e del collegio dei sindaci dell’Ente.
Il caso delle sponsorizzazioni era stato sollevato dalla trasmissione di Rai3 Report, mentre la notizia delle perquisizioni è stata anticipata da Repubblica. In sostanza, il milione e mezzo di euro circa pagato dall’Enci sarebbe andato in grossa parte alla parlamentare per retribuire in pratica il suo ruolo di conduttrice.Ma quei soldi nei contratti di sponsorizzazione dovevano servire a pagare la produzione del programma.
Gli altri indagati per questo presunto sistema di false fatture, anche gonfiate rispetto ai costi necessari di produzione, sarebbero gli amministratori delle tre società di produzione, che sarebbero stati consapevoli del meccanismo contestato. Il denaro sarebbe arrivato alle società e poi sarebbe stato girato, circa il 90%, alla parlamentare.
L’inchiesta su Michela Vittoria Brambilla sta già provocando polemiche politiche. Le deputate e i deputati del Partito democratico, membri della Commissione Agricoltura della Camera, hanno sottolineato che “l’Enci va commissariata immediatamente, per consentire anche al presidente Muto di difendersi nel procedimento giudiziario senza coinvolgere l’Ente e il ruolo che ricopre. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse degli Enti vigilati”.
Dello stesso tenore l’intervento del deputato di Avs Devis Dori, che ha tirato in ballo il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. “L’inchiesta ci preoccupa per il possibile uso distorto della sensibilità animalista. – ha detto Dori – La vicenda coinvolge anche Enci, non da oggi al centro di indagini, Ente di cui risponde il Ministro Lollobrigida al quale abbiamo già sottoposto con atti parlamentari l’attenzione”.