La graduale revoca deIle sanzioni Usa, il cessate il fuoco immediato e la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Sarebbero questi, secondo i media arabi, i punti centrali della bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan. L’annuncio potrebbe avvenire tra poche ore.
Gli Stati Uniti, al momento, hanno confermato che ci sono stati “lievi progressi” nei colloqui con l’Iran attraverso il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Pochi giorni fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva sospeso un attacco militare contro la Repubblica islamica perché erano in corso negoziati, su richiesta degli alleati in Medio Oriente, tra cui i leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Rubio ha affermato di non voler esagerare i progressi, dicendo che c’è stato “un piccolo movimento e questo è positivo“. La decisione di Trump di dare una possibilità ai colloqui ha innescato tensioni con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo alcune fonti Trump e Netanyahu avrebbero avuto una conversazione telefonica “drammatica” sullo stato dei negoziati con l’Iran.
Trump ha detto ai giornalisti dopo la conversazione che Netanyahu “farà tutto ciò che voglio che faccia”. Il capo dell’esercito pakistano si è recato venerdì a Teheran per un terzo round di colloqui con i leader iraniani. Il feldmaresciallo Asim Munir è accompagnato dal Ministro degli Interni pakistano, che ha già incontrato i leader iraniani due volte questa settimana.
Restano alcuni importanti punti critici. L’Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz, una via navigabile vitale per il trasporto di petrolio, gas, fertilizzanti e altri prodotti petroliferi. Gli Stati Uniti stanno bloccando i porti iraniani e hanno dirottato 94 navi commerciali. Alla riunione della Nato in Svezia, Rubio ha detto di aver discusso la riapertura dello Stretto con gli altri Ministri degli esteri.
Per Rubio è necessario un “piano B” se Washington e Teheran non riescono a raggiungere un accordo. L’Iran sostiene che il suo programma nucleare abbia scopi pacifici. Gli Emirati Arabi Uniti sono in pressing su Donald Trump insieme al Qatar e all’Arabia Saudita affinché non riprenda la guerra Iran.
In telefonate separate con il presidente statunitense, i leader dei tre Paesi hanno detto al comandante in capo che un’azione militare non riuscirebbe a centrare gli obiettivi americani con l’Iran. A riportarlo è l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali comunque gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e l’Arabia Saudita hanno posizioni diverse sul tipo di accordo diplomatico che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere con l’Iran.