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Benessere

Ebola Bundibugyo, l’allarme di Medici senza frontiere: “Focolaio preoccupante, per questo ceppo non ci sono vaccini”

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Francesco Ferrigno

Nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), Medici senza frontiere (Msf) ha lanciato una risposta su larga scala all’epidemia di Ebola Bundibugyo annunciata dal Ministero della Salute lo scorso 15 maggio.

Questo focolaio è estremamente preoccupante. – ha detto Trish Newport, responsabile del programma di emergenza di MsfA pochi giorni dalla conferma dell’epidemia, si contano già oltre 300 casi sospetti e più di 100 decessi”.

Ebola Bundibugyo, l’allarme di Medici senza frontiere: “Focolaio preoccupante, per questo ceppo non ci sono vaccini” (MSF FOTO) – Notizie.com

Ad allarmare gli esperti è stato il sierotipo Bundibugyo di Ebola. È solo la terza volta nella storia che si verifica un’epidemia del genere. Ciò significa che, mentre per altri sierotipi di Ebola esistono cure e vaccini, per questa epidemia non sono ancora disponibili e la capacità di effettuare test è molto limitata.

La situazione in Congo è precipitata nelle ultime settimane. Il 15 maggio 2026 il governo locale ha dichiarato ufficialmente una nuova epidemia di Ebola nella provincia nord-orientale dell’Ituri, e il giorno successivo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha proclamato lo stato di emergenza sanitaria globale. Il contagio si sta muovendo rapidamente a causa dell’intensa mobilità della regione.

Per la specifica mutazione mancano vaccini approvati o terapie monoclonali mirate

Si registrano i primi malati in grandi hub di transito come Goma e sono stati confermati casi d’importazione anche oltre confine, nella capitale dell’Uganda, Kampala. Per la specifica mutazione mancano vaccini approvati o terapie monoclonali mirate, che invece esistono per il più comune ceppo Zaire. Di conseguenza, il contenimento della malattia si basa solo sull’isolamento immediato dei contagiati, sul tracciamento dei contatti e sulle cure di supporto.

La cosa più importante – ha detto Newport è che il materiale arrivi sul posto il più rapidamente possibile. A Bunia arriveranno oltre 3mila tute complete di dispositivi di protezione individuale, e questo sarà un enorme sollievo per i nostri team. Stiamo inoltre inviando personale con grande esperienza nella gestione dell’Ebola per avviare l’allestimento del progetto e valutare come sostenere tutte le attività in Ituri, dove si registrano numerosi casi sospetti di Ebola”.

L’epidemia si sta verificando in un contesto epidemiologico, operativo e umanitario estremamente complesso, caratterizzato da insicurezza, sfollamento di popolazioni e dalla presenza di aree sia densamente popolate che remote. Sussiste una notevole incertezza sul numero di contagi e sulla diffusione del virus. L’epidemia interessa ora dieci zone sanitarie nella provincia di Ituri e ha raggiunto il Nord Kivu, con casi confermati a Butembo e Goma. L’Uganda ha confermato due casi importati.

Stiamo lavorando per individuare e colmare le lacune. – hanno fatto sapere dall’OmsStiamo supportando l’ampliamento della sorveglianza, del tracciamento dei contatti, dei test, dell’assistenza clinica e della preparazione transfrontaliera. Abbiamo inviato esperti sul campo insieme al personale nazionale di pronto intervento e abbiamo inviato dodici tonnellate di rifornimenti, tra cui dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari in prima linea, da Kinshasa e Nairobi”.

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Francesco Ferrigno