La nuova “via della cocaina” nell’Atlantico: come i narcos evitano i porti con navi madre e gommoni ad alta velocità

Un’operazione internazionale delle forze dell’ordine ha smantellato quella che le autorità hanno definito “la via atlantica della cocaina”.

Al blitz, coordinato dall’Europol, ha preso parte per l’Italia la guardia di finanza. Stando a quanto accertato, le reti criminali avrebbero messo a punto nuove tecniche per trasportare cocaina dall’America Latina all’Europa.

La via atlantica della cocaina
La nuova “via della cocaina” nell’Atlantico: come i narcos evitano i porti con navi madre e gommoni ad alta velocità (EUROPOL FOTO) – Notizie.com

Complessi trasferimenti via mare, insomma, progettati per eludere i principali porti e i metodi di rilevamento tradizionali. Le autorità hanno impiegato unità navali nell’Atlantico per individuare, tracciare e intercettare imbarcazioni sospette coinvolte nel traffico di droga. L’attività delle forze dell’ordine si è concentrata sul corridoio atlantico orientale, tra le Isole Canarie spagnole e le Azzorre portoghesi.

Complessivamente, durante l’operazione sono state sequestrate 11 tonnellate di cocaina e 8,5 tonnellate di hashish. All’inizio di quest’anno, Europol ha lanciato un allarme sul fatto che le reti criminali stavano spostando sempre più il traffico di cocaina dai principali porti europei verso rotte marittime frammentate attraverso l’oceano Atlantico. È così stato intensificato il coordinamento marittimo e la cooperazione operativa per adattarsi alla minaccia.

Lecouffe (Europol): “La nostra risposta si sta evolvendo rapidamente”

Il nostro lavoro dimostra che quando le forze dell’ordine agiscono congiuntamente, nemmeno l’Atlantico è abbastanza grande da nascondere la criminalità organizzata. – ha detto Jean-Philippe Lecouffe, vicedirettore esecutivo delle operazioni di Europol – Le reti criminali stanno diventando sempre più flessibili e connesse a livello internazionale. Ma anche la nostra risposta si sta evolvendo rapidamente”.

I narcotrafficanti spostano sempre più spesso la cocaina all’estero per ridurre l’esposizione alle forze dell’ordine nei principali porti europei. Le spedizioni vengono ora effettuate in più fasi attraverso l’Atlantico. Le navi madri raccolgono la cocaina in America Latina e percorrono centinaia o migliaia di miglia nautiche in acque internazionali. Le navi includono portacontainer, navi da carico e imbarcazioni non commerciali di dimensioni minori.

Via atlantica della cocaina
Lecouffe (Europol): “La nostra risposta si sta evolvendo rapidamente” (EUROPOL FOTO) – Notizie.com

I trasferimenti in alto oceano consentono di spostare le merci su navi ad alta velocità in grado di effettuare traversate a lungo raggio, tra cui gommoni a scafo rigido e altre imbarcazioni veloci. Nella fase finale, la cocaina viene trasferita su imbarcazioni più piccole per essere sbarcata in zone costiere remote del Portogallo e della Spagna, spesso utilizzando spiagge o piccoli porticcioli per evitare di essere scoperti.

Il modello è concepito per frammentare il rischio su più navi ed equipaggi. Le acque internazionali tra le Isole Canarie e le Azzorre vengono sempre più utilizzate per operazioni di transito di cocaina su larga scala, sfruttando la lontananza della zona e le difficoltà operative legate al monitoraggio delle attività in mare;

La zona è diventata nota tra le forze dell’ordine come la “strada della cocaina” a causa del crescente numero di imbarcazioni coinvolte nel trasporto di cocaina verso l’Europa attraverso questo corridoio atlantico. Le operazioni marittime basate sull’intelligence, unite a interventi tattici coordinati in mare, sono essenziali per smantellare questo modello di traffico.