“Gaza non può aspettare. Sotto il velo di un falso cessate il fuoco, Israele continua a far morire di fame, bombardare, torturare e sfollare impunemente i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania”.
È quanto si legge in una comunicazione firmata dalla Global sumud flotilla, la missione umanitaria internazionale che nei mesi scorsi ha provato a rompere il blocco navale per consegnare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza nel corso dell’assedio da parte di Israele. 
La notizia è che la Flotilla è già pronta a ripartire e lo farà domani, domenica 12 aprile 2026, ancora una volta con l’obiettivo di raggiungere Gaza. L’ultima operazione risale allo scorso anno, quando la flotta composta da 50 imbarcazioni e da decine di attivisti provenienti da 44 Paesi, partì da diversi porti del mar Mediterraneo. A bordo in quel caso c’erano anche molti politici italiani.
Il viaggio fu segnato da forti tensioni. Vicino alle coste della Tunisia e di Creta, i partecipanti denunciarono attacchi con droni, cannoni d’acqua e interferenze elettroniche ai sistemi di comunicazione. L’epilogo avvenne tra l’1 e il 3 ottobre 2025 in acque internazionali. La Marina israeliana intercettò e sequestrò 42 imbarcazioni, arrestando 462 persone (tra cui 44 italiani).
La Global sumud flotilla stavolta partirà dal porto di Moll de la Fusta a Barcellona
Gli attivisti furono trasferiti nel porto di Ashdod e poi detenuti nel carcere di Ketziot prima di essere definitivamente espulsi. La missione in partenza domani andrà ad incunearsi in uno scenario parzialmente diverso rispetto allo scorso anno. Da sei mesi è in vigore a Gaza il cessate il fuoco, ma diverse organizzazioni, tra cui Medici senza frontiere, hanno lanciato “l’allarme sui continui attacchi violenti da parte delle forze israeliane e sull’espansione incessante del controllo militare sulla Striscia”.
Allo stesso tempo, “le condizioni di vita dei palestinesi rimangono disastrose, – ha sottolineato Msf in una nota – sullo sfondo di una continua e deliberata politica di ostruzionismo da parte di Israele nei confronti degli aiuti, che si traduce in morti del tutto evitabili”. La Global sumud flotilla stavolta partirà dal porto di Moll de la Fusta a Barcellona.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, sono state riunite oltre 70 imbarcazioni e più di mille partecipanti provenienti da tutto il mondo.
“La Flotilla del 2026 è un intervento civile attentamente strutturato in un momento di crescente violenza e crisi umanitaria. – hanno fatto sapere dalla Gsf – Oltre alla flotta principale, incaricata di sfidare l’assedio, la missione comprende operatori civili specializzati, tra cui medici, insegnanti e costruttori ecologici, pronti a fornire assistenza urgente, cure comunitarie e a sostenere la ricostruzione nelle fasi iniziali in stretta collaborazione con i palestinesi”.





