Perso il segnale di collegamento con la navicella spaziale: momenti di tensione per la missione della Nasa Artemis II.
Il problema si sarebbe verificato durante una variazione della velocità di trasmissione dei dati. Ciò avrebbe compromesso il trasferimento delle informazioni dal veicolo spaziale alla Terra. 
La perdita di segnale si sarebbe verificata poco fa, dopo che la navicella spaziale Orion ha acceso i suoi propulsori per 9 secondi, generando un’accelerazione di 5,3 piedi al secondo, spingendo l’equipaggio di Artemis II verso la Terra. L’equipaggio dovrebbe ora aver percorso più della metà del tragitto verso casa.
Bisogna ricordare che Artemis II è la prima missione con equipaggio del programma della Nasa, l’Agenzia spaziale americana. Si tratta del test definitivo per la navicella Orion e il razzo Sls, progettati per riportare l’essere umano nello spazio profondo. Orion è decollata il 1 aprile scorso dalla piattaforma 39B del Kennedy Space Center, in Florida.
L’ammaraggio, ovvero lo splashdown, è previsto per oggi, 10 aprile 2026
Il viaggio di circa 10 giorni ha portato quattro astronauti, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, a compiere un sorvolo lunare. Sono stati testati i sistemi di supporto vitale ed è stato battuto il record di distanza dalla Terra per un equipaggio umano, raggiungendo oltre 400mila chilometri di distanza.
L’ammaraggio, lo splashdown in linguaggio tecnico, è previsto per oggi, 10 aprile 2026, intorno alle 20 e. 07 nell’oceano Pacifico, al largo della costa di San Diego, ovvero alle 2. E 07 di notte in Italia dell’11 aprile 2026. Tornando alla perdita di segnale, la Nasa ha fatto sapere che le comunicazioni bidirezionali sono state ripristinate e i controllori di volo hanno ripreso poco dopo i preparativi per l’accensione dei motori insieme all’equipaggio. 
Nel loro ultimo giorno nello spazio, l’equipaggio di Artemis II ha iniziato la mattinata con la canzone country Lonesome Drifter di Charley Crockett mentre si avvicinava alla Terra a 147.337 miglia di altitudine. Gli astronauti stanno rivedendo le procedure di rientro e di ammaraggio e conducendo una manovra di correzione della traiettoria di rientro.
L’accensione dei propulsori di Orion per la seconda manovra di correzione della traiettoria di rientro è prevista per le 21 e 53, al fine di perfezionare il percorso della navicella verso la Terra. La manovra affinerà ulteriormente la traiettoria di Orion e garantirà che la navicella rimanga allineata per il rientro atmosferico.
La navicella entrerà in un periodo di interruzione programmata delle comunicazioni
Il modulo di servizio si separerà intorno alle 19 e 33, circa 20 minuti prima che Orion raggiunga l’alta atmosfera a sud-est delle Hawaii. Alle 19 e 37, un’ultima accensione per la correzione della traiettoria affinerà il percorso di volo prima che la navicella inizi una serie di manovre di rollio per allontanarsi in sicurezza dai componenti in fase di distacco. Orion raggiungerà la sua velocità massima, circa 38.300 chilometri all’ora, poco prima dell’interfaccia di rientro.
Mentre Orion scenderà a circa 400mila piedi di altitudine, la navicella entrerà in un periodo di interruzione programmata delle comunicazioni di sei minuti alle 19 e 53, a causa della formazione di plasma attorno alla capsula durante il picco di riscaldamento.
@notizie.com_official 🔴 Artemis II è il primo passo verso una presenza stabile sulla Luna, al quale l’Italia intende continuare a contribuire: così il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, commenta il lancio della missione che dopo 54 anni porterà degli astronauti nell’orbita lunare. #Artemis #Luna #Nasa #Asi #spazio
Dopo essere uscita dall’oscurità, la capsula Orion sgancerà il suo vano anteriore, dispiegherà i paracadute di frenata a circa 22mila piedi alle 20 e 03 e poi aprirà i suoi tre paracadute principali a circa 6mila piedi alle 20 e 04 per rallentare la capsula in vista dell’ammaraggio al largo della costa di San Diego.
Entro due ore dall’ammaraggio, l’equipaggio verrà estratto dalla capsula Orion e trasportato a bordo della Uss John P. Murtha. Le squadre di recupero trasporteranno l’equipaggio con gli elicotteri e, una volta a bordo della nave, gli astronauti saranno sottoposti a controlli medici post-missione prima di tornare a terra per imbarcarsi su un aereo diretto al Johnson Space Center della Nasa a Houston.





