Dovrà restare ancora per qualche giorno in clinica, ma il peggio sembra essere passato per la piccola Rosi, la gattina soccorsa a Roma dopo essere stata seviziata.
La terribile storia di Rosi ha indignato l’Italia intera, e da giorni rimbalza sulle cronache locali e nazionali. L’animale è stato sottoposto ad una violenza brutale ed inaccettabile: le autorità sono al momento a caccia dei responsabili. 
“Rosi è ancora in clinica, dove resterà ancora per qualche giorno per continuare il suo percorso di recupero. – hanno fatto sapere dalla sezione di Ostia della Lega nazionale per la difesa del cane, che sta seguendo il caso passo dopo passo – Per l’adozione, stiamo valutando con grande attenzione la soluzione migliore per lei, vista la delicatezza delle sue condizioni”.
I volontari hanno di fatto sgombrato il campo, dopo che per giorni sia sul web sia sui social son circolate notizie false in merito a presunte adozioni. Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo una vicenda che sta tenendo tutti col fiato sospeso. Stando alle ricostruzioni nella notte tra il 22 e il 23 marzo, nel quartiere Tor Tre Teste, a Roma, Rosi, una gatta appartenente a una colonia felina, ha subìto un’aggressione gravissima.
Rosi è stata trovata agonizzante a Roma nel quartiere Tor Tre Teste
L’animale è stato trovato agonizzante in via Francesco Tovaglieri: trascinava le zampe posteriori e presentava una grave lacerazione nella zona genitale. Una residente, insieme al figlio, l’ha soccorra e trasportata d’urgenza in una clinica veterinaria sulla via Casilina. Le lesioni riscontrate dai medici erano compatibili con un’azione violenta deliberata, verosimilmente effettuata con un oggetto.
La prima valutazione clinica è stata effettuata dalla veterinaria Daniela Mignacca. Rosi sarebbe dunque stata stuprata, torturata e seviziata. La gatta era in condizioni critiche, sottoposta a terapia antidolorifica e mantenuta sotto fluidi. La gestione del caso è stata presa in carico dalla Lega nazionale per la difesa del cane, che attraverso le proprie Pagine social ha diffuso diversi aggiornamenti. 
Il 24 marzo le condizioni erano in miglioramento, con la pressione stabilizzata e i primi tentativi di alimentazione. Parallelamente è stato presentato un esposto in Procura, firmato anche dal consigliere metropolitano Rocco Ferraro. I pm romani hanno aperto un fascicolo sulla vicenda, ipotizzando i reati di maltrattamento aggravato e sevizie su animale. Al momento si procede contro ignoti. Le forze dell’ordine sarebbero sulle tracce dei responsabili, e sarebbero già state acquisite le immagini di videosorveglianza della zona.
A fine marzo si è tenuta a Tor Tre Teste, nel luogo del ritrovamento di Rosi, la manifestazione Giustizia per Rosi, alla quale hanno partecipato cittadini, associazioni animaliste e volontari. Nel frattempo la gatta ha continuato a lottare per la vita. Dopo l’appello urgente per il bisogno di trasfusioni, un’altra gatta, Ziva, trasportata da Civita Castellana a Roma, ha donato il sangue del gruppo B a Rosi.
“Ogni giorno Rosi compie un passo in più verso la vita e sta sempre meglio”
Il 3 aprile scorso è poi scoppiata una polemica mediatica. Sul blog della giornalista Selvaggia Lucarelli è comparso un articolo che mette in dubbio la definizione di “violenza sessuale”. La veterinaria Mignacca ha però smentito pubblicamente le ricostruzioni attribuitele, parlando di fraintendimento delle sue dichiarazioni.
Oggi Rosi sarebbe fuori pericolo: uscita dallo stato critico, ha ricominciato a mangiare e a muoversi autonomamente, con i parametri clinici finalmente stabili. La gatta si trova ancora in struttura, curata dal Centro veterinario specialistico (Cvs). “Possiamo definire Rosi fuori pericolo – hanno concluso dalla Lega – Ogni giorno compie un passo in più verso la vita e sta sempre meglio. La sua forza è incredibile, il suo cuore ancora di più. Per Rosi sono già arrivate centinaia di richieste e questo ci ha davvero commosso”.





