Israele, via libera alla pena di morte per terrorismo: cosa prevede la legge che divide il Paese e il mondo

Nelle scorse ore la Knesset, ovvero il Parlamento di Israele, ha approvato una legge che estende l’applicazione della pena di morte per i reati di terrorismo.

Nel testo della legge, secondo alcune organizzazioni internazionali traduci Human rights watch, sarebbe chiarito che questa verrebbe applicata principalmente, se non esclusivamente, ai palestinesi.

Benjamin Netanyahu alla Knesset
Israele, via libera alla pena di morte per terrorismo: cosa prevede la legge che divide il Paese e il mondo (ANSA FOTO) – Notizie.com

In Israele, infatti, la pena di morte esisteva già formalmente, anche se non è stata quasi mai applicata. È prevista per reati eccezionali come crimini contro l’umanità, genocidio, tradimento in tempo di guerra e, da oggi, per terrorismo. L’unico caso di esecuzione nella sua storia è quello di Adolf Eichmann, un gerarca nazista responsabile della deportazione di milioni di ebrei durante l’Olocausto, condannato e giustiziato nel 1962.

Da allora, pur essendo rimasta nel sistema giuridico, la pena capitale non è più stata applicata, e i Tribunali israeliani hanno sempre optato per l’ergastolo anche nei casi più gravi. Il disegno di legge approvato il 30 marzo, invece, prevede la pena di morte per impiccagione nel caso in cui si neghi l’esistenza dello Stato di Israele.

Hrw: “Garantisce l’immunità a coloro che sono coinvolti nell’esecuzione”

Limita l’accesso alla difesa legale e alle visite dei familiari, – hanno fatto sapere da Hrw – riduce la supervisione esterna e garantisce l’immunità a coloro che sono coinvolti nell’esecuzione delle condanne a morte”. Nell’ambito del sistema giudiziario militare dei Territori palestinesi occupati, la normativa prevede la pena di morte per gli omicidi classificati come atti di terrorismo, anche in assenza di una richiesta da parte del pubblico ministero.

Il disegno di legge consente ai Tribunali di condannare all’ergastolo solo in casi eccezionali non specificati, in presenza di “motivi particolari”, limitando la discrezionalità giudiziaria. Inoltre, vieta la commutazione della pena e impone l’esecuzione entro un termine accelerato di 90 giorni. I cittadini e i residenti israeliani sono esplicitamente esclusi da questa disposizione: la giurisdizione militare si applica esclusivamente ai palestinesi, mentre i coloni israeliani vengono processati nei tribunali civili.

La Knesset israeliana
Hrw: “Garantisce l’immunità a coloro che sono coinvolti nell’esecuzione” (ANSA FOTO) – Notizie.com

L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha dichiarato in un comunicato che i processi militari contro i palestinesi hanno “un tasso di condanna di circa il 96%, basato in gran parte su ‘confessioni’ estorte sotto coercizione e tortura durante gli interrogatori“. Human rights watch si oppone alla pena capitale in qualsiasi circostanza, considerandola una pratica unica in quanto crudele e definitiva.

I funzionari israeliani – ha detto Adam Coogle, vicedirettore per il Medio Oriente di Human rights watch – sostengono che l’imposizione della pena di morte sia una questione di sicurezza. In realtà essa consolida la discriminazione e un sistema giudiziario a due velocità, entrambi tratti distintivi dell’apartheid. Insieme alle severe restrizioni in materia di appello e al termine di 90 giorni per l’esecuzione, questo disegno di legge mira a uccidere i detenuti palestinesi più rapidamente e con minore controllo”.