Il giallo di Pietracatella, Antonella e Sara sono state uccise con la ricina: cos’è la tossina e quali sono i sintomi. “Letale a bassissime dosi”

Sara Di Vita di 15 anni e sua madre Antonella Di Ielsi di 50 anni erano state ricoverate il 27 dicembre scorso all’ospedale Cardarelli di Campobasso.

Prima Antonella e poco dopo Sara, sono morte poche ore dopo l’arrivo in nosocomio, per cause misteriose. Si sospettava una forte intossicazione alimentare, ma anche l’autopsia, effettuata il 31 dicembre, non ha fornito risposte chiare e ha reso necessari approfondimenti tossicologici eseguiti in più centri, anche all’estero.

Antonella Ielsi e Sara Di Vita, si indaga per duplice omicidio
Il giallo di Pietracatella, Antonella e Sara sono state uccise con la ricina: cos’è la tossina e quali sono i sintomi. “Letale a bassissime dosi” (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Nel frattempo la Procura aveva iscritto nel registro degli indagati cinque medici per omicidio colposo e responsabilità sanitaria. Ma proprio dagli approfondimenti è arrivata la svolta sul caso decesso di madre e figlia residenti a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Nel sangue di entrambe ed in un capello di Antonella sono state rilevate tracce di ricina, una potente tossina estremamente velenosa.

Gli esami sono stati effettuati al Centro antiveleni Maugeri di Pavia e in un laboratorio svizzero dove erano stati inviati i campioni. Il fascicolo è passato, per competenza, dalla Procura di Campobasso a quella di Larino, con una nuova ipotesi di reato, al momento a carico di ignoti: duplice omicidio premeditato. Antonella e Sara, insomma, sono state uccise, avvelenate. Da chi e perché è ciò su cui sono al lavoro le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine.

La ricina è una potente tossina contenuta nei semi della pianta di ricino

Per capire appieno l’intricata vicenda, però, è necessario partire proprio dalla sostanza che avrebbe causato la morte di madre e figlia. La ricina è una potente tossina contenuta nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis), estremamente velenosa se ingerita, inalata o iniettata. La citotossina naturale blocca la sintesi proteica cellulare, causando morte cellulare, con sintomi gravi come vomito, diarrea, convulsioni e insufficienza d’organo, spesso letali entro tre o cinque giorni.

La pianta del ricino cresce anche spontanea in molte aree del mondo ed è coltivata per l’olio che si ricava dai suoi semi a forma di fagiolo. Per la ricina non esiste un antidoto specifico. “La ricina è letale già a bassissime dosi. – ha spiegato a LaPresse il tossicologo forense Enrico Maria Pagnotta – Si estrae dai semi della pianta di ricino e la procedura di estrazione può avvenire pestando i semi con un mortaio. Non è un’operazione semplice da effettuare, ma per le istruzioni basta consultare il web o interrogare l’Intelligenza artificiale“.

La pianta della ricina
La ricina è una potente tossina contenuta nei semi della pianta di ricino – Notizie.com

L’inchiesta per omicidio premeditato al momento è nelle mani del procuratore capo, Elvira Antonelli, che coordina le indagini della mobile di Campobasso. Gli uomini della polizia stanno tentando di capire come l’assassino o l’assassina si sia procurato la ricina, ipotizzando anche il suo reperimento sul dark web. Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi giorni della famiglia, con particolare attenzione ai pasti consumati dal 22 al 24 dicembre, giorno in cui a casa Di Vita erano presenti diversi ospiti, tutti familiari, per il tradizionale cenone natalizio.

Tra il 24 e il 26 dicembre Antonella e Sara si erano rivolte più volte al pronto soccorso accusando gravi malori, prima di essere recuperate e morire a poche ore di distanza. Anche il marito della donna, Gianni Di Vita, 55 anni, era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma, dove era stato sottoposto ad accertamenti e trattato in terapia intensiva con sintomi più lievi.

La figlia maggiore Alice, che non aveva partecipato ai pasti familiari del 22 e del 23 dicembre, non ha mai manifestato sintomi. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e lavorano per chiarire modalità e contesto della somministrazione della sostanza, oltre alla sua provenienza. L’abitazione di Pietracatella resta sotto sequestro, mentre non sono stati sequestrati i telefoni dei componenti della famiglia Di Vita. Nelle settimane successive alla morte di Sara e Antonella erano state ascoltate diverse persone a Pietracatella.