Ti cercano per un debito non tuo? Ecco come il Garante della Privacy ha punito l’errore di una società di recupero

Le società di recupero crediti non possono divulgare a terzi informazioni sull’esistenza di un debito, sull’importo o sulle modalità di pagamento.

E i “terzi” includono familiari, colleghi, vicini e datori di lavoro. Il principio è stato ribadito nelle scorse ore dal Garante della privacy nell’ambito di un procedimento avviato nei confronti della Sagitter spa.

Debitori, nuovi provvedimenti del Garante
Ti cercano per un debito non tuo? Ecco come il Garante della Privacy ha punito l’errore di una società di recupero – Notizie.com

Il fascicolo del Garante della privacy era stato aperto dopo un reclamo di una persona che contestava sia la titolarità del debito sia la comunicazione da parte della società. Quest’ultima, infatti, aveva inviato solleciti alla madre, alla moglie e ai fratelli, cointestatari di beni immobili sui quali la società intendeva rivalersi.

Nel corso dell’istruttoria, elaborata dagli esperti dei dati personali, è emerso che l’attività di recupero si riferiva a un credito vantato da una società finanziaria e ceduto, da ultimo, a Sagitter. Il debito era intestato ad una persona diversa ma con lo stesso nome, cognome e codice fiscale del reclamante.

La società ha inviato a persone estranee una comunicazione contenente l’indicazione del debito

E nonostante quest’ultimo avesse inviato alla società una comunicazione contestando l’esistenza del debito, Sagitter aveva proseguito l’attività di recupero. Come già accennato, la società ha inviato a persone estranee al rapporto di credito (la moglie, la madre e i fratelli), una comunicazione contenente l’indicazione del debito, ma non solo.

Le comunicazioni riguardavano anche l’intenzione di procedere giudizialmente al recupero forzoso con possibilità di soddisfarsi anche sui beni immobili di cui ifamiliari risultavano cointestatari. L’Autorità della privacy ha accertato che la comunicazione era da considerarsi illecita, “in quanto non sorretta da idonea base giuridica”.

Debitori, nuovi provvedimenti Garante
La società ha inviato a persone estranee una comunicazione contenente l’indicazione del debito – Notizie.com

Il Garante della privacy ha perciò provveduto nell’ingiungere a Sagitter di integrare le procedure interne conformando alla normativa privacy le modalità di comunicazione con il debitore, nel caso in cui sia proprietario di un bene in comunione. Il Garante ha ritenuto inoltre che le informazioni indebitamente diffuse ai familiari, contitolari di beni in comunione, abbiano avuto un impatto significativo sui diritti e sulle libertà del reclamante.

In particolare, – si legge in una nota diffusa nelle scorse ore dal Garante della privacy – la divulgazione ha inciso negativamente sulla sua dignità, alimentando, all’interno della sua cerchia più stretta, un giudizio sfavorevole della sua affidabilità economica”. Oltre al danno, poi, la beffa. “A rendere ancora più grave la situazione – ha concluso l’Autorità – è il fatto che gli sia stato attribuito un debito mai contratto”.