Contrabbando di sigarette in Europa: l’Europol e la Procura europea (Eppo) hanno coordinato in queste ore un’importanza operazione contro un’organizzazione criminale operante tra l’Italia ed il Regno Unito.
L’indagine è stata avviata nel settembre 2024 a seguito del sequestro di dodici milioni di sigarette contraffatte nel porto di Genova. Le sigarette erano state prodotte in Armenia e spedite attraverso la Georgia prima di entrare nell’Unione europea. 
Ulteriori analisi sui movimenti sospetti di container nel porto di Genova hanno permesso agli investigatori di identificare un’organizzazione criminale transnazionale con base operativa nel Regno Unito e collegamenti in Europa, Africa e Asia. La rete utilizzava rotte marittime e commerciali studiate per eludere i controlli doganali.
Le spedizioni transitavano attraverso diversi Paesi, tra cui Georgia, Kenya, Paesi Bassi e Turchia, per nascondere la vera origine della merce illecita. Le sigarette erano destinate al mercato nero in diversi Paesi europei. Nell’ottobre del 2024, le autorità hanno arrestato alcuni dipendenti portuali sospettati di agevolare l’operazione di contrabbando.
Per occultare il carico illecito venivano utilizzati container con doppio fondo
Gli investigatori hanno sequestrato telefoni cellulari e sigilli di container clonati, il che ha fatto pensare a un coinvolgimento interno nell’elusione dei controlli portuali. Le autorità hanno inoltre riscontrato l’utilizzo di dichiarazioni doganali fraudolente, con merci dichiarate come materiali edili per mascherare spedizioni di sigarette. Per occultare il carico illecito venivano utilizzati container con doppio fondo.
Questi risultati hanno portato all’identificazione di una rete criminale più ampia operante in diversi Paesi. Si ritiene che il gruppo operasse come un’organizzazione a conduzione familiare che coordinava l’importazione e la distribuzione di sigarette contraffatte in Europa. Gli inquirenti hanno inoltre accertato i collegamenti tra i sospettati e altri criminali turchi di alto livello coinvolti in gravi reati organizzati, tra cui il traffico di droga. 
La rete si avvaleva di una più ampia infrastruttura di supporto. Un’azienda nella zona di Genova sarebbe stata utilizzata per agevolare le procedure doganali ed eludere i controlli, mentre magazzini nella provincia di Alessandria servivano per lo stoccaggio e la ridistribuzione del tabacco di contrabbando. Uno specialista informatico ha creato siti web e indirizzi email falsi per nascondere l’identità dei destinatari nella documentazione doganale.
L’organizzazione criminale ha inoltre utilizzato piattaforme di comunicazione crittografate per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Le forze dell’ordine hanno effettuato arresti, perquisizioni e sequestri volti a smantellare la rete. Cinque sospettati sono stati posti sotto custodia cautelare in Italia, Polonia e Regno Unito. Le autorità hanno sequestrato beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro. Precedenti operazioni di contrasto hanno portato al sequestro di oltre 40 tonnellate di prodotti del tabacco illegali.
La perdita stimata in termini di dazi doganali, accise e Iva supera i 10 milioni di euro, mentre il valore di mercato della merce sequestrata è stimato intorno ai 15 milioni di euro. Le autorità stanno analizzando il materiale sequestrato per stabilire collegamenti all’interno della rete, compreso l’utilizzo di criptovalute e strumenti di comunicazione per coordinare attività criminali.





