Referendum, il day after dopo la vittoria del No: le sfide di Meloni, l’entusiasmo di Schlein. Obiettivo: Elezioni politiche 2027

Da una parte, l’analisi della sconfitta, e la scelta oculata (e obbligata) dei prossimi passi da fare. Dall’altra, l’entusiasmo e la festa in piazza con i propri sostenitori. In entrambi i casi, l’obiettivo è uno: guardare con attenzione alle Elezioni politiche del 2027.

I risultati del referendum sulla giustizia, con la vittoria del No, rappresentano una debacle per il governo di centrodestra della premier Giorgia Meloni. Di contro, l’opposizione di centrosinistra si è mostrata unita, non solo in strada a favore di telecamere.

Giorgia Meloni ed Elly Schlein
Referendum, il day after dopo la vittoria del No: le sfide di Meloni, l’entusiasmo di Schlein. Obiettivo: Elezioni politiche 2027 (ANSA FOTO) – Notizie.com

Partiamo dalla maggioranza. Il distacco di oltre 7 punti percentuali tra il No e il Sì, con quasi il 60% di votanti, non può non essere considerato un messaggio politico verso il governo. Meloni ha pubblicato sui social un video di 45 secondi in cui ha sottolineato che “la sovranità appartiene al popolo” che si è espresso “con chiarezza“, e che il governo andrà comunque “avanti per onorare il mandato che ci è stato affidato“.

La premier ha ribadito che non intende dimettersi per completare gli impegni presi con il programma elettorale. Ma la presidente del Consiglio sa bene che non si potrà andare avanti come nulla fosse. Stando ad indiscrezioni, il messaggio recapitato agli alleati di governo Antonio Tajani e a Matteo Salvini è quello di mostrare compattezza. Un primo banco di prova potrebbe essere la legge elettorale.

Governo: già oggi la premier Meloni potrebbe incontrare il sottosegretario Delmastro

L’idea iniziale era quella di avviare l’iter in commissione già oggi, con un meccanismo che eviti il pareggio, come accadrebbe quasi certamente con la legge attuale. Dunque, avanti con lo Stabilicum, compatibile con il progetto del premierato che sarà già domani nell’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera. Sulla sconfitta potrebbe aver influito la guerra scatenata da Stati Uniti ed Israele in medio Oriente, così come la presa di distanza da Donald Trump.

Tra i nodi che dovranno venire al pettine anche quello del Ministero della Giustizia. Forse già oggi Meloni potrebbe incontrare il sottosegretario Andrea Delmastro per la vicenda della società con la figlia di Mauro Caroccia, condannato poi per reati di mafia nell’ambito di una indagine sul clan camorristico Senese. La premier aveva ammesso una certa “leggerezza”, parlando anche di una “manina” che avrebbe diffuso la notizia a poche ore dal referendum. Non è chiaro se Delmastro si presenterà con una lettera di dimissioni o meno.

 

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Da non sottovalutare anche le ripercussioni dell’esito del voto su Forza Italia, poiché il referendum sulla giustizia era stato più volte legato al nome di Silvio Berlusconi. “Per l’attività di governo non cambia nulla. – ha detto il vicepremier e Ministro degli Esteri TajaniRiconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto”.

Anche per il centrosinistra e per il cosiddetto campo largo, invece, la strada è ancora tutta da definire, nonostante la vittoria del Sì abbia rappresentato uno snodo decisivo. Per le Politiche del 2027, già nel mirino, ci sono da definire le primarie, la leadership e il programma. I leader del campo progressista si sono abbracciati e tutti sono stati pressoché d’accordo: nessuna richiesta di dimissioni, si proverà a battere Meloni alle urne il prossimo anno.

Schlein (Pd): “Continueremo ad essere testardamente unitari”

Questa vittoria è vostra. – ha affermato la segretaria del Partito democratico Elly Schlein davanti alla piazza in festa – avete difeso la Costituzione perché la Costituzione è di tutti e il governo non la può cambiare da solo. Noi ci metteremo in ascolto, c’è già una maggioranza alternativa a questo governo e noi lavoreremo per essere all’altezza delle vostre aspettative. La promessa che vi vogliamo fare dopo questa mobilitazione condivisa è l’unità. Continueremo ad essere testardamente unitari”.

Secondo la leader democrat a pesare sarebbe stata la partecipazione dei giovani, e la volontà degli italiani di un’alternativa possibile al governo. Schlein si è buttata nel corteo del No a Roma per le strade di Roma tra fumogeni e musica, fino al ritrovo in piazza Barberini dove era stato approntato il ritrovo per festeggiare. “Le primarie? – ha concluso SchleinDiscuteremo di tutto: modalità, tempi. Ho sempre detto che sarei stata assolutamente disponibile“.