Garlasco, come l’anatomopatologa sta riscrivendo la storia del delitto: “Ecco cosa ha fatto Chiara Poggi all’assassino”

I tempi della morte di Chiara Poggi, la dinamica del delitto di Garlasco, l’arma utilizzata e mai ritrovata.

Sono questi i tre punti chiave su cui si concentra l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, alla quale la Procura della Repubblica di Pavia ha affidato una consulenza nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007.

Le rivelazioni di Cristina Cattaneo su Chiara Poggi
Garlasco, come l’anatomopatologa sta riscrivendo la storia del delitto: “Ecco cosa ha fatto Chiara Poggi all’assassino” (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Le pagine firmate da Cattaneo sono state depositate lo scorso febbraio ma solo in queste ore il contenuto sta cominciando a circolare. Sono diversi i punti toccati dall’esperta che potrebbero riscrivere la storia del delitto che sta tenendo col fiato sospeso un Paese intero. Un delitto che al momento ha visto come unico condannato Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara. Nella nuova inchiesta è indagato invece Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.

La Procura al momento deve decidere, in base ai nuovi elementi raccolti e a ciò che è emerso dall’incidente probatorio, se proseguire con le indagini. Tornando alla consulenza di Cattaneo, secondo l’esperta prima di tutto Chiara Poggi sarebbe stata uccisa almeno mezz’ora dopo aver fatto colazione. La giovane di 26 anni fu uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. L’ora del delitto si sposterebbe quindi in avanti, mettendo in discussione il ristretto arco temporale individuato nella sentenza di condanna di Stasi.

Delitto di Garlasco: i segni di una violenta e prolungata colluttazione

In passato, infatti, si era parlato di un’azione fulminea, un’aggressione rapida e violenta durata solo pochi minuti. Emergerebbero anche i segni di una violenta e prolungata colluttazione che potrebbero dare un valore specifico alle tracce di dna trovate sulle unghie di Chiara, che secondo la nuova inchiesta sarebbero riconducibili ad Andrea Sempio.

L’omicidio, insomma, non sarebbe avvenuto in modo repentino, ma in più fasi, tra il piano terra e le scale della casa e l’assassino si sarebbe anche fermato a osservare il corpo della vittima sull’ultimo scalino prima di colpirla nuovamente, forse con un martello. Se confermate, queste circostanze striderebbero con quanto scrissero i giudici della Cassazione respingendo i ricorsi di Stasi.

 

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La suprema Corte aveva sottolineata che “dalla dinamica dell’aggressione è emerso come Chiara non abbia nemmeno avuto il tempo di reagire, restando inerme a fronte di un’aggressione posta in essere con modalità così violente“. Era stata invece la Corte d’appello di Milano (poi confermata definitivamente dalla Cassazione) a scrivere, escludendo l’aggravante della crudeltà per Stasi che “la ricostruzione del delitto evidenziava una sorta di progressione criminosa dipendente dalla reazione della vittima, già inizialmente colpita al capo e poi, con maggiore violenza, ancora colpita in prossimità della porta della cantina”.

La Procura dovrà trarre le conclusioni del documento depositato da Cattaneo e dalle oltre trecento pagine di cui è composta la consulenza del Ris di Cagliari in cui gli specialisti dell’Arma hanno ricostruito la scena del crimine in 3d, analizzando le traiettorie delle tracce di sangue posizionando le fotografie dell’epoca. Salvo colpi di scena, la decisione di Napoleone sarà un avviso di chiusura delle indagini, preludio della richiesta di rinvio a giudizio di Andrea Sempio, indagato in concorso per l’omicidio di Chiara Poggi.