Operazione Alice, sotto chiave 373mila siti del dark web che pubblicizzavano materiale pedopornografico: individuati 10mila “clienti”

Oltre 373mila siti web che pubblicizzavano materiale pedopornografico e servizi di cybercrimine: è la scoperta fatta dalle autorità in queste ore, che hanno messo nel mirino la piattaforma del dark web denominata Alice with Violence Cp.

Per ricostruire l’intero schema ci sono voluti circa cinque anni e la collaborazione delle forze dell’ordine di 23 Paesi. I numeri dell’inchiesta sono impressionanti e sono stati raccolti nell’ambito dell’operazione Alice, coordinata dall’Europol.

Operazione Alice contro la pedopornografia
Operazione Alice, sotto chiave 373mila siti del dark web che pubblicizzavano materiale pedopornografico: individuati 10mila “clienti” – Notizie.com

L’indagine, tuttora in corso, ha permesso di identificare 440 clienti che avevano utilizzato i servizi del gestore. Quello che è considerato il principale responsabile della piattaforma è stato identificato, mentre più di 372mila siti del dark web sono stati chiusi, e 105 server sequestrati, così come dispositivi elettronici, computer, telefoni cellulari e supporti elettronici per la trasmissione dati.

L’operazione Alice lancia un messaggio chiaro: i criminali non hanno scampo quando le forze dell’ordine internazionali lavorano in sinergia. – ha detto Catherine De Bolle, direttrice esecutiva dell’Europol Li troveremo e li porteremo davanti alla giustizia. Europol continuerà a proteggere i minori, a sostenere le vittime e a rintracciare i responsabili”.

L’Italia ha partecipato all’operazione con la propria polizia postale

L’Italia ha partecipato all’operazione attraverso il proprio Servizio di polizia postale e di Sicurezza informatica della polizia di stato. Le autorità tedesche hanno scoperto che un singolo individuo, un 35enne residente in Cina, gestiva oltre 373mila domini “onion”, un tipo speciale di indirizzo web progettato per nascondere l’identità e la posizione del sito web e dei suoi visitatori.

Da febbraio 2020 a luglio 2025, il sospettato ha pubblicizzato materiale pedopornografico su diverse piattaforme, accessibili tramite oltre 90mila di questi domini onion. Su queste piattaforme, il responsabile offriva materiale pedopornografico che, presumibilmente, poteva essere acquistato in “pacchetti” dopo aver fornito un indirizzo email ed effettuato un pagamento in bitcoin.

Risultati operazione Alice contro la pedopornografia
L’Italia ha partecipato all’operazione con la propria polizia postale (EUROPOL FOTO) – Notizie.com

Ogni pacchetto aveva un costo stimato tra i 17 e i 215 euro e prometteva volumi di dati che andavano da pochi gigabyte a diversi terabyte. Si trattava di siti fraudolenti in cui il materiale veniva pubblicizzato e mostrato in anteprima, ma non veniva mai consegnato. Sono state promosse diverse offerte di servizi cybercrime, tra cui dati di carte di credito e accesso a sistemi stranieri. L’obiettivo era sempre quello di persuadere i clienti a effettuare pagamenti senza ricevere alcun servizio in cambio.

Il responsabile avrebbe ricavato oltre 345mila euro di profitto da circa 10mila clienti in tutto il mondo che, secondo le autorità, hanno tentato di acquistare il materiale da lui pubblicizzato. Pagando per il materiale pedopornografico, gli stessi clienti sono divenuti sospettati, pur non avendolo mai ricevuto. Gli inquirenti hanno valutato che gli individui in cerca di accesso a materiale pedopornografico esclusivo, e quindi grave, potevano rappresentare obiettivi di alto valore e fornire informazioni preziose alle forze dell’ordine di tutto il mondo.

Le autorità sono intervenute tempestivamente ogni volta che hanno individuato bambini in pericolo

Nel corso delle indagini, le autorità sono intervenute tempestivamente ogni volta che hanno individuato bambini in pericolo, adottando le misure appropriate per tutelarne il benessere. Ad esempio, nell’agosto del 2023, gli investigatori dell’Ufficio di polizia criminale dello Stato bavarese hanno perquisito l’abitazione di un padre di 31 anni che aveva trasferito 20 euro per acquistare un pacchetto contenente 70 gigabyte di materiale pedopornografico. L’uomo è stato successivamente condannato.

La lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori è una priorità per Europol. Oltre al supporto fornito dal Centro europeo per la criminalità informatica agli Stati membri per la prevenzione e l’individuazione dei reati legati allo sfruttamento sessuale dei minori, Europol sta attualmente portando avanti due importanti progetti in questo ambito.

Questa settimana, Europol ha pubblicato nuove foto sulla piattaforma Stop child abuse – Trace an object, che invita tutti i cittadini a esaminare oggetti provenienti da casi irrisolti di abusi sessuali su minori e a verificare se ne riconoscono qualcuno. Inoltre, nel novembre 2025 è stata lanciata una nuova piattaforma digitale, Help4U, per supportare bambini e adolescenti vittime di abusi sessuali o pericoli online.