Il mistero del casolare esploso a Roma, morti due anarchici del gruppo di Alfredo Cospito: a cosa doveva servire l’ordigno

“Il fatto che due anarchici maneggiassero una bomba alla vigilia del voto referendario lascia molto perplessi, preoccupa molto”.

A parlare è il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha sottolineato in questo modo che l’episodio è avvenuto a poche ore dall’apertura delle urne per il referendum sulla giustizia. Tra circa due ore il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, invece, presiederà al Viminale il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa).

Alfredo Cospito, sullo sfondo i rilievi al casolare esploso
Il mistero del casolare esploso a Roma, morti due anarchici del gruppo di Alfredo Cospito: a cosa doveva servire l’ordigno (ANSA FOTO) – Notizie.com

L’allarme è insomma scattato ai massimi livelli dopo che nella mattinata di ieri Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone sono morti nell’esplosione di un casale al parco degli Acquedotti di Roma. Stando a quanto emerso fino a questo momento, infatti, Mercogliano e Ardizzone avrebbero fatto parte del gruppo di Alfredo Cospito, l’anarchico noto per il suo coinvolgimento in azioni violente e insurrezionaliste che dal 2022 si trova in regime di carcere duro al 41 bis.

Per gli investigatori sono stati proprio loro a causare la deflagrazione probabilmente mentre assemblavano un ordigno artigianale. L’esplosione ha fatto c rollare il tetto del casolare abbandonato, e gli anarchici sono rimasti uccisi sotto le macerie. L’allarme è scattato ieri mattina poco prima delle 9 quando un guardiano ha contattato il 112 dopo aver visto un cadavere sotto le macerie.

Dopo le identificazioni si è fatta strada la pista anarchica

Il cedimento, però, potrebbe essere avvenuto diverse ore prima. Due sere fa, infatti, era stato sentito un boato in zona. I vigili del fuoco hanno avviato ricerche e trovato poco dopo il secondo corpo. Sul posto è arrivata la polizia con la scientifica per i rilievi. Gli investigatori si sono messi al lavoro per chiarire la dinamica e dare un nome alle vittime. Determinanti sono stati alcuni tatuaggi che avevano sul corpo.

Qualche ora più tardi è arrivata la svolta con le identificazioni e si è fatta strada la pista anarchica. Per chi indaga si trovavano nel casolare per confezionare un ordigno e stavano pianificando un’azione da mettere in atto probabilmente nelle prossime settimane. Mercogliano, in particolare, aveva un braccio mutilato, avvalorando l’ipotesi che stesse maneggiando una bomba.

I rilievi al casolare esploso
Dopo le identificazioni si è fatta strada la pista anarchica (ANSA FOTO) – Notizie.com

Non si esclude che nel mirino potesse finire la rete ferroviaria, già colpita a febbraio da diversi sabotaggi di matrice anarchica alla linea ad Alta velocità in occasione dei Giochi olimpici di Milano Cortina. Tra le piste al vaglio anche che l’esplosivo potesse servire a un blitz contro gruppo Leonardo, società attiva nei settori della difesa, come pure per un rilancio della campagna a favore dell’anarchico Cospito, in vista della scadenza a maggio del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in 41 bis.

Da stabilire, poi, se i due erano nascosti nel casolare da giorni. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine coordinato dal pool antiterrorismo. Alessandro Marcogliano, di 53 anni, era stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino. Fu uno dei cinque condannati nel 2019 del maxi processo per terrorismo ad anarchici accusati di avere dato vita alle Fai-Fri, i gruppi che dal 2003 al 2016 si sarebbero resi autori di una quantità di “azioni dirette”, dagli ordigni ai plichi esplosivi, contro politici, giornalisti, forze dell’ordine.

Chi è Alfredo Cospito, l’anarchico al 41 bis

I giudici della Corte d’Assise ad aprile di quell’anno lo condannarono a 5 anni mentre ad Alfredo Cospito ne furono inflitti 20. Sara Ardizzone, invece, era stata prosciolta lo scorso anno a Perugia nell’ambito dell’inchiesta Sibilla. In aula, in sede di udienza preliminare, aveva letto un lungo scritto: “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato”, aveva scandito con tono solenne davanti al giudice.

Alfredo Cospito, invece, nel 2006 partecipò a un attacco con ordigni davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano, senza provocare vittime. Nel 2012 gambizzò l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, gesto rivendicato a scopo anarchico. Per queste azioni è stato condannato a oltre 10 anni di carcere, con pene complessive superiori ai 20 anni per altri attentati. Pescarese, classe ’67, Cospito è il primo caso di un anarchico al 41 bis.

Alfredo Cospito
Chi è Alfredo Cospito, l’anarchico al 41 bis (ANSA FOTO) – Notizie.com

In protesta contro la detenzione estrema, Cospito ha intrapreso un lungo sciopero della fame, durato quasi sei mesi, attirando attenzione mediatica nazionale e internazionale. La protesta è diventata simbolo del dibattito sulla proporzionalità delle pene, i diritti dei detenuti e l’uso del 41 bis per reati non mafiosi. Nell’aprile 2024, la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna di Cospito a 23 anni di reclusione per l’attentato del 2 giugno 2006 davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano.

Inizialmente Cospito era stato condannato a 20 anni per strage, ma la Corte ha successivamente riqualificato il reato come atto terroristico volto a attentare alla sicurezza dello Stato. Cospito ha sempre dichiarato che si trattava di “due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno”. La Suprema Corte ha anche motivato la conferma del regime di carcere duro (41-bis) cui Cospito è sottoposto, sostenendo che la sua pericolosità fosse ancora “attuale”.