Canzoni, canti e audio concepite per suscitare risposte emotive, evocare rabbia o risentimento. E glorificare il sacrificio e il martirio.
Europol ha coordinato un’enorme operazione contro la propaganda terroristica diffusa tramite contenuti audio, che ha portato alla segnalazione di 17mila indirizzi web su 40 piattaforme online. 
Oltre 1100 ore di contenuti audio, l’equivalente di 47 giorni di ascolto continuativo. L’operazione si è concentrata sulla propaganda audio terroristica utilizzata da gruppi di tutto lo spettro ideologico, comprese le reti jihadiste e di estrema destra violenta. Le indagini hanno coinvolto investigatori provenienti da Belgio, Danimarca, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Serbia, Slovenia, Spagna e Svezia.
Gli investigatori hanno raccolto i contenuti e condotto approfonditi controlli. Gli url sono stati segnalati ai fornitori di servizi online. Il 77% dei contenuti è stato subito rimosso. Il contenuto ritenuto terroristico comprendeva discorsi di leader designati, canzoni che inneggiavano ad atti di violenza e nashid, ovvero canti islamici frequentemente utilizzati nella propaganda jihadista.
La propaganda audio è spesso più difficile da moderare
A differenza di video o immagini, la propaganda audio è spesso più difficile da moderare. Identificare i messaggi estremisti richiede competenze linguistiche e comprensione del contesto. Il che permette a tali contenuti di circolare a lungo senza essere rilevati. Questo può creare un punto cieco online, in cui la propaganda terroristica ed estremista rimane facilmente accessibile a individui vulnerabili alla radicalizzazione.
La musica e le canzoni sono da tempo parte integrante delle strategie di propaganda terroristica. I gruppi estremisti le utilizzano deliberatamente come un potente strumento psicologico per influenzare il pubblico. Le canzoni sono concepite per suscitare risposte emotive, evocare rabbia o risentimento e glorificare il sacrificio e il martirio. Inoltre, rafforzano l’identità di gruppo attraverso narrazioni che ritraggono una lotta tra “noi” e “loro”, promuovendo la purezza ideologica o religiosa e la lealtà alla causa. 
“Allo stesso tempo, la musica può fungere da punto di accesso più blando agli ecosistemi estremisti online. – hanno fatto sapere da Europol – Rispetto ai discorsi ideologici espliciti, le canzoni possono apparire culturali o di ispirazione piuttosto che esplicitamente politiche, consentendo ai messaggi estremisti di raggiungere un pubblico più ampio. La propaganda audio è sempre più riconosciuta come un potente strumento di radicalizzazione”.
All’inizio di quest’anno, un esperto dell’Unione europea ha testimoniato in Tribunale in Svezia sul ruolo dei nashid nella radicalizzazione di un sospettato di terrorismo, evidenziando come tali contenuti possano influenzare gli individui e rafforzare le narrazioni estremiste. Il sospettato è stato riconosciuto colpevole di reati di terrorismo per aver preparato un attentato a Stoccolma nell’estate del 2025.





