È morto all’età di 84 anni il fondatore della Lega Umberto Bossi. La notizia è stata rilanciata dalle agenzie di stampa pochi minuti fa.
Umberto Bossi è stato uno dei protagonisti più incisivi della politica italiana degli ultimi decenni. A suo modo, ha ridefinito il lessico politico, introdotto nuovi temi nel dibattito italiano ed ha contribuito a trasformare profondamente gli equilibri tra il centro e i territori. 
Una figura centrale e divisiva quella del Senatùr, fondatore e storico leader della Lega Nord. Nato nel 1941 a Cassano Magnago, in provincia di Varese, dopo diverse esperienze politiche giovanili eterogenee. Alla fine degli anni ’80 ha impresso una svolta decisiva al proprio percorso. Nel 1989 ha dato vita alla Lega Nord, federando una serie di movimenti autonomisti del nord Italia. È stato l’inizio di un progetto politico destinato a segnare la Seconda Repubblica.
Il primo grande successo è arrivato nel 1992, nel pieno della crisi di Tangentopoli, quando la Lega è entrata in Parlamento con un consenso crescente. Tutto alimentato da una retorica fortemente critica nei confronti del centralismo romano. In quegli anni Umberto Bossi ha costruito un linguaggio politico diretto, spesso provocatorio, diventato nel corso di poco tempo una cifra distintiva del movimento.
Bossi è stato protagonista nei governi guidati da Berlusconi
Espressioni come “Prima il nord” e “La Padania esiste” sono entrate stabilmente nel dibattito pubblico, contribuendo a consolidare una narrazione identitaria. Nel corso degli anni Duemila, Bossi è stato protagonista nei governi guidati da Silvio Berlusconi, ricoprendo incarichi ministeriali e promuovendo il tema del federalismo, considerato uno degli assi portanti della sua azione politica.
Nel 2004 è stato colpito da un ictus che ne ha segnato profondamente la salute, riducendone progressivamente la presenza pubblica. L’attività politica non si è però interrotta del tutto.
Nel 2012 è stato travolto da uno scandalo legato alla gestione dei fondi del partito ed ha lasciato la guida della Lega Nord, pur mantenendo un ruolo simbolico. 
Negli anni successivi è rimasta una figura ingombrante e, spesso, critica rispetto all’evoluzione del partito, specie durante la leadership di Matteo Salvini, oggi vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti proprio in quota Lega. Negli ultimi anni Bossi ha continuato a partecipare, seppur in modo limitato, alla vita politica.
È stato eletto nuovamente alla Camera nel 2022 ed ha promosso iniziative come il Comitato del Nord, una sorta di corrente interna alla Lega, con cui ha tentato di riportare al centro alcune istanze originarie del movimento. Le sue condizioni di salute, tuttavia, sono apparse sempre più fragili, con presenze pubbliche sporadiche.





