Chi era Bruno Contrada, l’ex alto funzionario dei Servizi negli anni delle stragi: misteri e condanne. “Rivoglio il mio onore”

Super poliziotto, dirigente della Questura, figura di spicco del Sisde, il Servizio segreto italiano attivo dal 1977 al 2007 specializzato nella sicurezza interna.

Bruno Contrada, morto nella serata di ieri a Palermo all’età di 94 anni, è stato uno dei protagonisti della stagione delle stragi in Italia. Lui stesso è rimasto per anni al centro di una lunga e controversa vicenda giudiziaria legata alla lotta alla mafia.

Bruno Contrada è morto oggi
Chi era Bruno Contrada, l’ex alto funzionario dei Servizi negli anni delle stragi: misteri e condanne. “Rivoglio il mio onore” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Contrada fu anche condannato a 12 anni di carcere, negli anni ’90, per concorso esterno in associazione mafiosa, pena che scontò per alcuni anni. La sentenza fu annullata da pronunce della Corte europea dei Diritti dell’uomo (Cedu), ritenuta quindi senza effetti penali nel 2012. Napoletano di nascita ma palermitano d’adozione, svolse la sua carriera a Palermo e percorse tutte le tappe.

Da investigatore a dirigente di polizia fino ad alto funzionario dei Servizi segreti nell’arco di un trentennio. Dopo aver lavorato nella squadra mobile di Palermo, di cui divenne dirigente, guidò anche la sezione siciliana della Criminalpol e negli anni Ottanta entrò nel Sisde, arrivando a ricoprire il ruolo di numero tre dell’organismo.

L’accusa: informazioni riservate ad esponenti mafiosi

Nel giorno della vigilia di Natale del 1992 fu arrestato. L’accusa sostenne che, come dirigente della squadra mobile prima e poi come alto funzionario dei Servizi, fornì informazioni riservate a esponenti mafiosi, consentendo loro di evitare operazioni di polizia o di sottrarsi alla cattura. L’inchiesta, basata su dichiarazioni di collaboratori di giustizia e altri riscontri investigativi, verteva su una sorta di “protezione istituzionale” a importanti boss.

Tra gli episodi emersi nei processi, segnalazioni e fughe di notizie sulle indagini antimafia, che avrebbero favorito latitanti di primo piano, tra cui il capo dei capi Totò Riina. Condannato a 10 anni di carcere il 5 aprile 1996. La sentenza fu ribaltata in Corte d’Appello il 4 maggio 2001: assolto. La Cassazione rinviò gli atti a Palermo. Poi la nuova condanna a 10 anni nel 2006, dopo 31 ore di Camera di consiglio della Corte d’Appello palermitana, e la conferma della Cassazione l’anno successivo.

Contrada è morto oggi
L’accusa: informazioni riservate ad esponenti mafiosi (ANSA FOTO) – Notizie.com

Finì in carcere, poi ai domiciliari e finì la pena nell’ottobre 2012. Cominciarono i tentativi di revisione del processo e gli appelli alla Corte di Strasburgo per i Diritti umani. L’Italia venne condannata due volte. Nel febbraio 2014 perché il detenuto non doveva stare in carcere quando chiese i domiciliari per le sue condizioni di salute.

Poi perché l’ex poliziotto non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa in quanto, all’epoca dei fatti, tra il 1979 ed il 1988, il reato non “era sufficientemente chiaro“. Contrada in questi anni ha sempre combattuto per “salvaguardare l’onore di un uomo delle istituzioni”.

Voglio l’onore che mi hanno tolto, non ho perso fiducia nello Stato“, ripeteva. Dopo un’altra lunga battaglia giudiziaria, la I Sezione della Corte d’Appello di Palermo, ribaltando la decisione della II Sezione, dopo l’annullamento con rinvio da parte della Corte di Cassazione, accolse la domanda di Contrada di riparazione per ingiusta detenzione riducendo l’entità dell’indennizzo a 285.342 euro. Sentenza confermata dalla Cassazione nel 2023. Il decesso di Bruno Contrada è avvenuto ieri sera poco prima di mezzanotte, secondo quanto riferito da fonti della famiglia.